Migranti sfruttati nei campi: arrestati alcuni pakistani residenti nel senese

In azione i carabinieri di Piombino, finiscono in manette 10 pakistani reputati gli organizzatori del business, alcuni residenti nel senese. I migranti venivano prelevati dal Cas di Piombino e sfruttati nei campi tra Grosseto e Siena per meno di 1 euro l'ora

Di Redazione | 30 Aprile 2024 alle 13:05

E’ scattata ieri una maxi operazione contro il caporalato in provincia di Livorno che coinvolge anche alcuni stranieri residenti nel senese, considerati i promotori del business: è stato scoperto un sistema di utilizzo illecito di 67 cittadini extracomunitari ospitati presso il centro di accoglienza straordinaria (Cas) di Piombino, impiegati nel settore agricolo in diverse province della Toscana. Le vittime, migranti pakistani e bengalesi, erano costrette a lavorare nei campi anche per 10 ore al giorno con misere paghe, meno di 1 euro all’ora.

Su ordine dalla Procura della Repubblica di Livorno, i carabinieri del comando provinciale e i militari dell’Ispettorato del Lavoro labronico hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal gip del Tribunale livornese – nei confronti di 10 cittadini pakistani, regolari sul territorio nazionale e residenti nelle province di Siena e Grosseto, ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, delle condotte riconducibili al reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, il cosiddetto caporalato, fattispecie commessa anche con violazione dei contratti nazionali e delle norme sulla sicurezza del lavoro.

L’indagine, sviluppata nell’arco temporale dal maggio 2023 al febbraio scorso a cura dei carabinieri della compagnia di Piombino con il nucleo carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro, è stata condotta avvalendosi di diversi contributi investigativi frutto delle attività di tipo tecnico e dinamico, riscontrate dalle dichiarazioni rese proprio dai lavoratori parti offese.



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