Morte David Rossi, la relazione del Ris: "Ombre compatibili con la presenza di una o più persone all'ingresso del vicolo"

 La ricostruzione presentata alla Commissione parlamentare d'inchiesta bis individua cinque possibili posizioni, alcune delle quali avrebbero consentito di vedere il corpo dell'ex capo comunicazione di Mps.

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Dodici sequenze di ombre compatibili con la presenza di una o più persone nell’area non direttamente ripresa dalle telecamere, all’ingresso di vicolo Monte Pio, a Siena, per un arco temporale di circa dieci minuti, tra le 20:04 e le 20:14 del 6 marzo 2013. È quanto emerge dalla relazione tecnica del Ris dei Carabinieri di Roma, illustrata questa mattina davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta bis sulla morte di David Rossi, l’ex capo della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena precipitato dalla finestra del proprio ufficio nella sede di Rocca Salimbeni.

Un accertamento che aggiunge nuovi elementi alla ricostruzione di quanto accaduto quella sera, concentrandosi sull’eventuale presenza di persone in fondo al vicolo, in una zona non direttamente visibile nelle immagini delle telecamere di sorveglianza.

Dodici sequenze di ombre nei filmati del 2013

Secondo quanto riportato nella relazione di 74 pagine, l’analisi dei filmati ha consentito di individuare 12 macro-eventi caratterizzati da variazioni della luminosità sulla parete in marmo bianco in fondo al vicolo, in corrispondenza del passaggio delle automobili lungo via dei Rossi.

Le attenuazioni luminose rilevate, secondo gli specialisti del Ris, non sarebbero riconducibili ad artefatti visivi, difetti digitali o disturbi legati alla compressione delle immagini.

I fenomeni osservati risulterebbero invece compatibili con l’interposizione di corpi opachi di forma antropomorfa, verosimilmente persone, tra i fari dei veicoli in transito e la parete illuminata.

Un risultato che, pur non consentendo di identificare eventuali soggetti, fornisce elementi tecnici a sostegno dell’ipotesi che una o più persone si trovassero nell’area cieca della telecamera.

La simulazione del Ris e le cinque possibili posizioni

Per verificare la compatibilità delle ombre con la presenza umana, il Ris ha effettuato il 22 giugno 2026 una simulazione direttamente sul luogo della morte di Rossi, riproducendo le condizioni di illuminazione e di ripresa della sera del 6 marzo 2013.

Attraverso rilievi tridimensionali realizzati con laser scanner e una ricostruzione sperimentale della scena, sono state individuate cinque possibili posizioni, denominate stazioni A, B, C, D ed E, dalle quali sarebbe stato possibile generare le ombre osservate nei filmati.

La verifica ha permesso anche di approfondire un aspetto particolarmente significativo: la possibilità che eventuali persone presenti all’ingresso del vicolo potessero vedere il corpo di David Rossi, rimasto a terra dopo la caduta dalla finestra.

Da alcune posizioni sarebbe stato possibile vedere il corpo di Rossi

Secondo la ricostruzione illustrata alla Commissione, dalle stazioni A e B sarebbe stata possibile una visuale diretta sul corpo, seppure con alcune limitazioni.

Dalla posizione E, invece, sarebbero risultate visibili soltanto le estremità inferiori, mentre dalle stazioni C e D la visuale sarebbe stata impedita dallo spigolo del muro.

Si tratta di una valutazione delle condizioni di visibilità dalle diverse posizioni individuate, che non dimostra, di per sé, che eventuali persone presenti abbiano effettivamente osservato il corpo.

L’incarico della Commissione parlamentare d’inchiesta

L’accertamento era stato affidato al Ris il 22 maggio 2026 dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, con l’obiettivo specifico di verificare l’eventuale presenza di soggetti in fondo a vicolo Monte Pio la sera del 6 marzo 2013.

A illustrare i risultati sono stati Luca Gasparollo, comandante della Sezione di intervento operativo del Ris dell’Arma dei Carabinieri di Roma, Federico Zomparelli, comandante della Sezione di fonica e audiovideo del Ris di Roma, e Adolfo Gregori, consulente della Commissione.

La relazione individua dunque elementi tecnici compatibili con la presenza di una o più persone in un’area non direttamente inquadrata dalle telecamere. Resta da chiarire chi potesse trovarsi in quel punto del vicolo, per quale motivo e se vi sia un collegamento con quanto accaduto a David Rossi.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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