Morte Rossi, il grafologo in Commissione: "Biglietti scritti con mano controllata"

Il consulente della famiglia Rossi: “Anomalie incompatibili con le tipiche lettere lasciate nei suicidi”

Di Simona Sassetti | 26 Maggio 2026 alle 12:00

“Una scrittura non libera nei movimenti, parzialmente controllata e compatibile con un condizionamento fisico”. Lo ha detto, durante l’audizione di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, il grafologo forense Giuseppe Sofia, illustrando le conclusioni delle analisi effettuate sui tre bigliettini ritrovati nell’ufficio di Rossi la sera del 6 marzo 2013.

Secondo il grafologo, la grafia sarebbe effettivamente quella di David Rossi, ma presenterebbe anomalie rilevanti. “La scrittura non è libera nei movimenti, ma è parzialmente controllata”, ha spiegato nel corso dell’audizione, parlando di tratti frammentati, pressione irregolare e assenza di spontaneità grafica.

Sofia ha più volte insistito sul tema del controllo della mano. In particolare ha evidenziato come in molte parole il tratto rimanga “accentuatamente marcato fino alla fine”, senza la naturale sfumatura tipica della scrittura spontanea. “Il soggetto non era libero nei movimenti nel momento in cui i biglietti furono redatti”, ha dichiarato il consulente, arrivando a ipotizzare che la mano di Rossi potesse essere “parzialmente controllata”.

Il grafologo ha poi confrontato quei messaggi con le lettere generalmente lasciate nei casi di suicidio. “Il suicida normalmente scrive un biglietto e lo mette in bella vista”, ha spiegato. Nel caso Rossi, invece, i fogli erano tre, strappati e recuperati dal cestino.

Secondo Sofia anche il tono grafico dei messaggi sarebbe anomalo: “Negli scritti dei suicidi rileviamo solitamente una scrittura calma”, mentre nei biglietti attribuiti a Rossi emergerebbe “una scrittura estremamente agitata”.

Un altro passaggio centrale dell’audizione riguarda i segni presenti sulle braccia di David Rossi. Sofia ha richiamato le fotografie allegate alle consulenze medico-legali parlando di “limiti da trattenimento molto accentuati”, elementi che — secondo il consulente — sarebbero compatibili con le anomalie rilevate nella grafia.

Nella parte finale dell’audizione il grafologo si è spinto oltre, ipotizzando la presenza di un’altra persona durante la scrittura dei messaggi: “Il soggetto nel momento in cui scriveva era condizionato indubbiamente dalla presenza di un’altra persona”. Fino ad aggiungere: “Non è escluso che le parole venissero dettate”. Nel corso dell’audizione è stato infine chiarito che ai consulenti non furono messi a disposizione penne, supporti cartacei o altri materiali presenti nell’ufficio di David Rossi: l’analisi si è concentrata esclusivamente sui tre biglietti repertati dagli investigatori.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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