“Un’altra perizia che va nella direzione ormai acclarata dell’omicidio”. Antonella Tognazzi, moglie di David Rossi, commenta così la relazione di consulenza tecnica psicologico-forense e di medicina legale illustrata questa mattina davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta bis sulla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena.
“David non mi avrebbe mai lasciata consapevole del dolore che mi avrebbe provocato – afferma Tognazzi – non avrebbe mai fatto gesti o manifestazioni eclatanti, non era il suo stile e chi lo conosceva lo sa bene”.
Le dichiarazioni arrivano dopo l’audizione dei consulenti Edoardo Genovese e Robbi Manghi, che hanno illustrato le proprie valutazioni sulle condizioni psicologiche ed emotive di Rossi e sugli aspetti medico-forensi della vicenda.
Genovese ha riferito che Rossi, nei giorni precedenti alla morte, si trovava in uno stato di “marcata allerta, timore, paura, minaccia”, ma ha sostenuto che dall’analisi svolta non siano emersi elementi psicopatologici o comportamentali idonei a giustificare una “determinazione strutturata, pianificata e organizzata di tipo autosoppressivo”.
Tognazzi collega quanto emerso dalla consulenza anche agli altri approfondimenti condotti nell’ambito dei lavori della Commissione, compresa la recente simulazione della caduta. “Si tratta dell’ennesima conferma di una valutazione soggetta a tante perizie che convergono in una direzione che sosteniamo da oltre 13 anni”, afferma.
La vedova torna quindi a descrivere le condizioni dell’ex manager di Mps nel periodo precedente alla morte: “David era una persona estremamente equilibrata, preoccupata sì in quei giorni, ma molto centrata e razionale”.