Mps, Cazzullo a Siena Tv: "Prudenza sulle notizie e no ai processi mediatici: prima di accusare qualcuno servono i fatti"

Il giornalista condurrà stasera alle 21.15 su La7 una serata speciale dedicata alle meraviglie della città e a Santa Caterina: un viaggio tra arte, devozione e identità cittadina, dai capolavori del Trecento alle contrade

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Giornalista, scrittore e saggista, firma del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo è intervenuto stamani in diretta a “Buongiorno Siena” per presentare “Una giornata particolare“, la trasmissione dedicata a Siena e a Santa Caterina, in onda stasera alle 21.15 su La7. Un racconto che mette insieme i luoghi simbolo della città, la sua storia e l’eredità spirituale e civile della patrona d’Italia.

Siena, meraviglia universale

Per Cazzullo, Siena è un caso unico: una città piccola per numeri, enorme per risonanza simbolica e culturale.

«Io adoro Siena, l’ho sempre frequentata ed è stato un orgoglio poterla mostrare a tutti gli italiani. Meno di 60.000 abitanti, eppure un nome che suona in tutto il mondo».

I luoghi della santa e il fascino del Trecento

Il percorso tocca Santa Maria della Scala, il Duomo e il Battistero, la Torre del Mangia e il Facciatone; gli affreschi del Buono e del Cattivo Governo; poi i luoghi di Santa Caterina — Fontebranda, il Santuario Cateriniano, San Domenico, la reliquia della testa venerata — insieme al Palio e alla vita di contrada. Un modo per raccontare anche la potenza del Trecento senese, secolo d’oro dell’arte e dell’ambizione cittadina.

«Si era perfino progettato di fare del Duomo la più grande chiesa del mondo, trasformando l’attuale cattedrale nel transetto. Poi è arrivata la peste. È rimasto però il Facciatone: un enigma, un luogo di grande fascino, con un panorama meraviglioso che mostreremo anche con i droni».

Nella narrazione entra anche l’eco dantesca di Pia de’ Tolomei, figura cui Gianna Nannini ha dedicato un’opera rock, a ribadire come il mito senese continui a parlare al presente.

Un legame personale con la città

Cazzullo rivendica un rapporto affettivo e professionale con Siena, attraverso persone e istituzioni che ne hanno segnato l’identità.

«Ho un legame speciale con Emilio Giannelli, memoria storica della città, grande vignettista del Corriere e contradaiolo del Drago; ha lavorato a lungo al Monte dei Paschi. Ho intervistato Annalisa Bruchi, per anni voce del Palio in Rai. Ho cercato di cogliere lo spirito di questa città meravigliosa».

Giornalismo nell’era degli algoritmi

Tra algoritmi, intelligenza artificiale e fake news, il mestiere del giornalista è sotto pressione. Cazzullo richiama due principi: libertà di stampa e responsabilità nel trattare le notizie delicate.

«Abbiamo ancora leggi che non sono fatte per la libertà di stampa: è facile querelare o mettere pressione a un giornalista. E dobbiamo essere molto attenti a maneggiare le notizie, anche quelle su Monte dei Paschi».

A proposito delle recenti polemiche e dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta, Cazzullo invita alla prudenza.

«Mi ha lasciato perplesso il modo in cui sono state date certe informazioni in pasto all’opinione pubblica. Prima di accusare qualcuno di omicidio, serve un processo. Si può dire che Mussari abbia fatto guai a MPS, ma da qui a stabilire che sia un assassino ce ne corre. Rispetto della dignità umana e niente sentenze prima dei tribunali».

Palio, cori e scaramanzia

Il legame con le contrade passa anche dalla memoria di un Palio indimenticabile.

«La prima volta che andai a vedere il Palio, nel 2005, assistetti alla benedizione di Morosita, il cavallo della Torre, che poi vinse clamorosamente. Ricordo ancora il coro: “Sarà, sarà la Torre che trionferà”. Ma mi fermo qui: Santa Caterina era dell’Oca, non voglio farmi nemici…».

Quando torna a Siena?

«Appena mi invitate: è sempre un onore. Spesso vengo chiamato dalle contrade».

Alla fine, resta un invito che vale per Siena e per il giornalismo: raccontare tutto senza sconti, ma con misura.

«Dobbiamo essere rispettosi della dignità delle persone: niente scorciatoie, niente processi mediatici. La verità si costruisce con i fatti e con il tempo».



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