Mps, Futuro Nazionale: "Il risiko passa da Mediobanca e Generali, ma Siena non può perdere il Monte"

Guerrini e Campolo intervengono in vista del Consiglio comunale straordinario del 2 settembre: "Servono garanzie pubbliche e vincolanti"

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Il futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena e le conseguenze che le operazioni in campo potrebbero avere sulla città. A intervenire, in vista della seduta straordinaria del Consiglio comunale di Siena convocata per il 2 settembre, sono Michela Guerrini, responsabile provinciale dei Comitati di Futuro Nazionale, e Maria Antonietta Campolo, consigliera comunale in quota Futuro Nazionale.

«La contesa su Monte dei Paschi non riguarda più soltanto il futuro della banca senese», affermano Guerrini e Campolo, sottolineando il ruolo assunto da Mps negli equilibri che coinvolgono anche Mediobanca e Generali. Secondo le due esponenti, il rischio è che il Monte diventi «uno snodo di interessi finanziari che vanno ben oltre Siena» e che le strategie future vengano decise senza sufficienti garanzie per la città.

Futuro Nazionale precisa di non volersi schierare preventivamente a favore di una delle operazioni in campo, ma chiede che vengano valutate attentamente le possibili conseguenze per il territorio.

Guerrini si sofferma in particolare sull’offerta di Intesa Sanpaolo e sul conseguente accordo con Unipol, contestando l’ipotesi che il nome di Siena possa scomparire dalla denominazione della futura banca e chiedendo garanzie che vadano oltre il mantenimento formale della sede in città.

«Una sede soltanto formale rischia di diventare un contenitore vuoto se direzione, competenze e funzioni decisionali vengono trasferite altrove – afferma –. Siena non può essere ridotta alla cornice prestigiosa di una banca governata da altri».

Attenzione anche alla proposta dell’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio, considerata da Guerrini «un importante tentativo di preservare l’autonomia e l’integrità del Monte», ma sulla quale Futuro Nazionale ritiene comunque necessario ottenere garanzie. Il riferimento è anche ai possibili futuri equilibri azionari del gruppo e al peso che potrebbe assumere Crédit Agricole.

Sul fronte occupazionale interviene Campolo, secondo la quale è necessario andare oltre l’esclusione di eventuali licenziamenti forzati. «Occorrono impegni precisi a tutela dei lavoratori, delle professionalità e della rete territoriale», afferma, richiamando anche le preoccupazioni espresse dalla Cna di Siena sulla necessità di garantire continuità nell’accesso al credito per le piccole imprese e per l’economia locale.

Guerrini e Campolo chiedono inoltre al Governo di chiarire la propria posizione e quali strumenti intenda eventualmente utilizzare per tutelare il radicamento della banca sul territorio.

Al Comune, precisano, non spetta decidere le operazioni societarie o sostituirsi agli azionisti e alle autorità competenti. Secondo Futuro Nazionale, Palazzo Pubblico ha però il compito politico di rappresentare gli interessi della comunità senese e chiedere impegni formali sul futuro dell’istituto.

Da qui la richiesta che sarà portata nel Consiglio comunale del 2 settembre: prima di qualsiasi operazione in grado di modificare gli assetti proprietari, Futuro Nazionale chiede «impegni pubblici e vincolanti» sul mantenimento del nome completo Banca Monte dei Paschi di Siena, della direzione e delle funzioni decisionali in città, oltre che sulla tutela dell’occupazione, delle filiali e del credito a famiglie e imprese.

«Il Monte, fondato nel 1472, è parte inscindibile del Dna economico, sociale e civile di Siena – concludono Guerrini e Campolo –. Non può diventare il semplice strumento di una partita finanziaria giocata e governata altrove».



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