Mps, il futuro è adesso: Intesa accelera, Lovaglio rilancia

Prosegue l’iter dell’Opas da 30,6 miliardi mentre il Monte prepara le assemblee sulle Ops per Banco Bpm e Banca Generali

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Il futuro del Monte dei Paschi si decide ormai su più tavoli. E Siena è tornata al centro della grande partita del credito italiano. Da una parte c’è Intesa Sanpaolo, che prosegue il percorso per l’Opas sul Monte dei Paschi. Dall’altra c’è la stessa Monte dei Paschi, guidata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che porta avanti il progetto di crescita attraverso le offerte su Banco Bpm e Banca Generali.
Una sfida industriale e finanziaria che vale decine di miliardi e che, per Siena, non riguarda soltanto gli equilibri azionari. Sullo sfondo ci sono infatti il futuro della banca, il ruolo della città e soprattutto le ricadute sul personale.

Intesa, avanti con l’Opas sul Monte

Il progetto di Intesa Sanpaolo ha compiuto un altro passaggio importante con il via libera dell’assemblea degli azionisti all’aumento di capitale destinato a finanziare l’operazione che resta subordinata alle autorizzazioni delle autorità competenti. Il calendario indicativo prevede il completamento dell’operazione entro dicembre 2026, con il documento di offerta che dovrà essere approvato dalla Consob dopo l’ottenimento dei necessari nulla osta. Restano da seguire tutti i passaggi autorizzativi, compresi quelli relativi alla vigilanza bancaria, alla concorrenza e al golden power.

Mps prepara la risposta: Banco Bpm e Banca Generali

Sul fronte senese, invece, la strategia di Lovaglio procede lungo la strada tracciata nei mesi scorsi. Mps ha depositato in Consob i documenti delle due offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, presentando anche le richieste di autorizzazione alle autorità competenti. Il prossimo appuntamento importante per Siena è fissato al 29 ottobre, quando gli azionisti saranno chiamati a esprimersi sulle operazioni.

Il capitolo più delicato: il lavoro

Se la partita finanziaria si gioca tra Consob, Bce, Antitrust e assemblee, quella sociale si gioca invece soprattutto sui numeri dell’occupazione. Ed è proprio questo uno degli aspetti destinati a essere maggiormente osservati anche a Siena. Secondo quanto riportato sulla base della documentazione trasmessa da Mps alla Consob, nell’ipotesi di integrazione con Banco Bpm sarebbero previste circa 5.000 uscite volontarie, principalmente attraverso prepensionamenti, con un risparmio sul costo del personale stimato in circa 400 milioni di euro. Il piano prevederebbe contestualmente nuovi ingressi, indicativamente nel rapporto di una assunzione ogni due uscite. In termini numerici, quindi, circa 2.500 nuovi ingressi a fronte delle 5.000 uscite indicate nella documentazione. Numeri che danno la misura della trasformazione che potrebbe accompagnare l’eventuale aggregazione con Banco Bpm.
Anche il progetto di Intesa Sanpaolo su Mps presenta un capitolo importante dedicato al personale. Nel piano presentato per l’operazione sono indicate 13.100 nuove assunzioni complessive, a fronte di 6.800 uscite già programmate e di ulteriori 6.800 uscite previste nell’ambito dell’Operazione.
Per i sindacati, in entrambi i casi, il punto non è soltanto quantificare uscite e nuove assunzioni, ma capire dove verranno concentrate, quali saranno le conseguenze sulla rete degli sportelli e quale ruolo continueranno ad avere le strutture presenti sul territorio.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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