Mps, l’assemblea boccia la fusione con Mediobanca

Salta l’esame delle scissioni collegate all’operazione. Posticipata la discussione dei punti 4 e 5 della parte straordinaria

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L’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi ha bocciato la fusione con Mediobanca, uno dei passaggi centrali del piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio per contrastare l’Opas di Intesa Sanpaolo.

Il voto ha conseguenze immediate anche sull’ordine dei lavori. Secondo quanto riferisce l’Ansa, non verrà trattato il secondo punto della parte straordinaria, relativo alle scissioni legate alla fusione.

È stata inoltre posticipata la discussione dei punti 4 e 5, in attesa di chiarire se l’assemblea, riunita in sede straordinaria, intenda procedere alla riduzione del capitale sociale. Dopo questi passaggi, il presidente Cesare Bisoni ha disposto una pausa di mezz’ora dei lavori assembleari.

Prima del voto, Lovaglio aveva difeso il progetto di integrazione con Mediobanca, pur riconoscendo le difficoltà legate alla posizione di alcuni azionisti rilevanti. L’ad aveva dichiarato di essere consapevole che “l’aritmetica della fusione sarebbe stata difficile”, rivendicando però la valutazione positiva espressa dal mercato, in particolare da fondi e investitori istituzionali.

Nel suo intervento aveva inoltre manifestato sorpresa per il “cambio di rotta” di Intesa Sanpaolo, descritta come inizialmente favorevole alla fusione e successivamente orientata a non approvarla.



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