Mps, si fa presto a dire “aiuto di Stato”: è un percorso ad ostacoli e tappe

Mps e Stato: cosa potrebbe accadere

Mentre è tutt’ora in corso il consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni sull’analisi dei dati per l’aumento di captale, già da diverse ore circola ormai quella che da “ipotesi” si sta trasformando in “soluzione” per il monte dei Paschi di Siena. Sarà lo Stato a sostenere la banca, anche se le tappe da affrontare non saranno semplici e poche. L’intervento pubblico per salvare il Monte, una volta preso atto che l’aumento di capitale privato non è andato in porto, è infatti un meccanismo abbastanza complicato.

Per consentire al Tesoro l’intervento è necessario prevede una sequenza in piu’ tappe, una “triangolazione” fra l’Italia, Bruxelles e Francoforte. L’intervento del ‘salva-risparmio’ non a caso ha a cuore la liquidita’ della banca: il sostegno del Tesoro e’ indispensabile per poter scavallare la scadenza tassativa del 31 dicembre, di recente ribadita dalla Bce proprio avendo presente una liquidita’ giudicata sufficiente da Francoforte per appena 29 giorni (per questo non sono stati concessi gli ulteriori giorni dalla Banca centrale, non facendo slittare il termine per l’aumento fino al 20 gennaio, come richiesto da Mps). Ce ne vorranno parecchi di più, però, per avere nuovo piano industriale di Siena.

Punto di partenza e’ una probabile una richiesta di aiuto al ministero dell’Economia da parte di Mps, una volta che l’aumento di capitale che si conclude oggi sancira’ il probabile “dissesto” e la necessita’ del “sostegno finanziario pubblico straordinario” previsto al paragrafo 59 della direttiva Ue Brrd per la risoluzione e il risanamento delle banche. La strada dovrebbe essere quella  della ricapitalizzazione preventiva.

Il dossier sara’ nelle mani della Commissione europea, chiamata a dare il suo via libera. Bruxelles dovra’ rivolgersi alla Bce per accertare in primo luogo la solvibilita’ del Montepaschi (necessaria perche’ si possa concretizzare l’ipotesi di ricapitalizzazione preventiva), in secondo luogo l’entita’ del ‘capital shortfall’, la deficienza di capitale, verificati dallo scenario avverso degli stress test bancari.

L’intervento del Tesoro, con decreto, dopo l’avvenuta approvazione del Parlamento sulla possibilità di utilizzare lo “scudo” da venti miliardi di euro, avverra’ su due fronti. Quello dell’assistenza sulla liquidita’ sotto forma di garanzia pubblica alle emissioni di bond, il piu’ urgente data la difficolta’ della banca di fronte a numerosi bond da rifinanziare nel 2017, gia’ a partire da fine gennaio. E sul fronte dell’aumento di capitale, piu’ complesso.

Per questa servira’ un nuovo piano industriale della banca toscana, che tenga conto del nuovo assetto azionario della banca che vedra’ come principale azionista lo Stato. Questo comportera’ un intenso negoziato con Bruxelles: sulle modalita’ del ‘burden sharing’ – la partecipazione al risanamento da parte di obbligazionisti e azionisti – reso necessario per rispettare le norme Ue sugli aiuti di Stato; sulla durata dell’intervento pubblico nel capitale; sulla dismissione, svalutazione e cartolarizzazione delle sofferenze; sul prezzo della conversione forzosa dei bond in azioni; potenzialmente anche sulle azioni di ‘ristoro’ dei risparmiatori colpiti ingiustamente da perdite da parte del governo. Passaggi che potrebbero richiedere qualche mese.

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