“La distanza di sparo è stata inferiore a un metro, l’angolo di traiettoria di 4 gradi e la partenza del colpo è riconducibile ad un’altezza tra i 130 e i 145 cm”. E’ questa in sintesi la conclusione resa in aula da Fabio Lertua, consulente balistico del pubblico ministero nell’ambito del processo in Corte d’Assise per l’omicidio di Yuleisy Ana Manyoma Casanova, per tutti Yulia, la 32enne colombiana uccisa con un colpo di fucile alla testa il 10 agosto 2024 in un appartamento in via del Villino a Siena e per il quale è imputato per omicidio volontario pluriaggravato l’ex compagno Luis Fernando Porras Baloy, presente in aula. L’ingegnere Lertua in oltre due ore ha illustrato la consulenza tecnica in matetia balistica per ricostruire la traiettoria del colpo fatale.
In rapporto anche all’intertogatorio dell’indagato la sera stessa, il 10 agosto 2024, 2 ore e 20 minuti nel corso del quale ha dato la sua spiegazione del perchè sarebbe esploso il colpo cioè in maniera accidentale mentre era seduto a letto con l’arma sulle gambe e la vittima alle spalle. Una ricostruzione che non coincide con le risultanze della consulenza balistica. “Possiamo dire che l’andamento del colpo è stato pressochè orizzontale” ha ribadito l’ingegnere Lertua che rispondendo poi alle domande del pubblico ministero ha anche sottolineato: “Le armi non sparano da sole” e “Non vengono evidenziate anomalie nel meccanismo di scatto”.
“Se vuoi uccidere qualcuno gli spari in testa” ha concluso il consulente rispondendo al Pm Andrea Boni. La palla è passata poi all’avvocato difensore dell’imputato, il legale Alessandro Betti, che ha incalzato con le domande il consulente puntando l’attenzione sull’imbracciatura del fucile e sui residui di polvere da sparo che sarebbero stati rinvenuti in diverse zone della stanza dove ha perso la vita Yulia, su tutte il lenzuolo del letto dove Porras Baloy ha testimoniato di essere a sedere al momento della partenza dello sparo.
A precedere l’esposizione del consulente l’apertura in aula del corpo di reato: un fucile monocanna chiuso in una scatola con i sigilli della polizia scientifica oltre alle cartucce 12 in totale, tra quelle esplose e quelle inesplose. In aula Lertua ha anche mostrato come si arma il fucile calibro 16 risalente agli anni 50 che di solito viene usato per la caccia di animali di piccola taglia.