Ottant'anni dal primo voto libero, a Siena una riflessione sulla rinascita della democrazia

Il professor Gerardo Nicolosi: "Il primo ritorno alle urne fu per le elezioni comunali del 1946, una vera prova generale della democrazia"

Di Lorenzo Agnelli | 9 Giugno 2026 alle 14:00

Un momento di riflessione sulla nascita della democrazia repubblicana e sul valore delle istituzioni locali. È questo il significato dell’iniziativa “1946-2026: 80 anni di voto, il ritorno alle urne e la rinascita della democrazia”, che si è svolta questa mattina nella Sala del Capitano di Palazzo Pubblico a Siena, promossa dal presidente del Consiglio comunale Davide Ciacci in collaborazione con Anci Toscana.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dello stesso Ciacci, del sindaco Nicoletta Fabio, di Luciana Bartaletti, consigliere provinciale e sindaco di Chiusdino delegata dalla presidente della Provincia, e di Cosimo Guccione, presidente del Consiglio comunale di Firenze e coordinatore della Conferenza dei Consigli comunali della Toscana.

L’appuntamento si inserisce nel calendario delle celebrazioni dedicate agli ottant’anni dal ritorno al voto degli italiani dopo il periodo fascista e dalla ricostruzione democratica del Paese, con un’attenzione particolare al ruolo dei consigli comunali quali primi luoghi di rappresentanza dei cittadini.

“Oltre a essere una ricorrenza per questi 80 anni, abbiamo deciso di organizzare questo evento insieme ad Anci e alla Conferenza dei presidenti dei Consigli comunali proprio per ribadire l’importanza del ruolo del consigliere comunale – ha spiegato il presidente del Consiglio comunale Davide Ciacci -. Sono i rappresentanti dei cittadini e in questi ottant’anni di Repubblica hanno svolto una parte importante. Sono solo 80 anni, quindi abbiamo ancora tanto lavoro da fare proprio in queste aule, dove rappresentiamo i cittadini che ci danno il privilegio di essere protagonisti della politica vicino a loro e poi anche ad altri livelli”.

Per Ciacci, il valore della ricorrenza è anche quello di riaffermare i principi democratici attraverso momenti di confronto pubblico. “Abbiamo già organizzato un evento il 24 marzo e ne faremo altri in questo anno particolare. Viva la democrazia, viva la Repubblica e ben vengano tutti questi eventi partecipati, oltre che dagli addetti ai lavori, soprattutto nell’interesse dei cittadini”.

Al centro dell’incontro anche l’intervento del professor Gerardo Nicolosi, ordinario di Storia contemporanea dell’Università di Siena, che ha affrontato il tema “Il voto amministrativo e politico nella storia della Repubblica”, offrendo una prospettiva storica spesso poco ricordata.

“Il primo ritorno alle urne degli italiani e delle italiane non si è verificato il 2 giugno 1946, ma tra il 7 marzo e il 10 aprile dello stesso anno, quando si votarono le elezioni amministrative in oltre 5.700 comuni – ha sottolineato Nicolosi -. Tra questi c’era anche Siena, che votò il 24 marzo 1946. In tutte le iniziative dedicate al 1946 come momento fondante della nostra democrazia ci siamo forse dimenticati che gli italiani tornarono alle urne qualche mese prima proprio per eleggere i consigli comunali”.

Secondo lo storico, quelle consultazioni rappresentarono una vera e propria prova generale della nuova stagione democratica. “Fu una prova di democrazia caratterizzata da una grande affluenza al voto e da una grande partecipazione delle donne, che per la prima volta esercitavano il diritto di voto e videro anche l’elezione delle prime donne sindaco. È un aspetto che merita di essere ricordato, insieme ai principali momenti di riforma della storia elettorale della nostra Repubblica”.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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