Palio di luglio, Cappannoli (Bruco): "Situazione complicata fin dall'infortunio di Dino. Speravamo in qualcosa di più"

"Ormai ci abbiamo fatto l'abitudine ai Palii complicati"

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Un Palio difficile da gestire, segnato dall’infortunio di Dino Pes nei giorni precedenti alla Carriera e da una serie di situazioni che hanno inevitabilmente condizionato il lavoro della Contrada. Federico Cappannoli, capitano del Bruco, analizza a caldo la Carriera del Bruco:

“Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine ai Palii complicati – commenta –. L’infortunio di Dino ha reso tutto più difficile, anche se non credo abbia pregiudicato il risultato finale. Ha montato perché era nelle condizioni psicofisiche per farlo, ma sono stati quattro o cinque giorni davvero complessi. Avevamo un cavallo esordiente e tanto lavoro da svolgere; quella caduta ha inevitabilmente cambiato i programmi, aggiungendo preoccupazioni e impegni per tutto lo staff”.

Determinante, secondo Cappannoli, anche quanto accaduto al canape. “Quando ho visto che ci era stato assegnato il secondo posto ero soddisfatto, perché era esattamente la posizione da cui speravamo di poterci giocare le nostre possibilità, cercando di partire davanti. Poi però la situazione si è complicata. Non c’erano soltanto Oca e Torre, ma anche Civetta e Leocorno stavano facendo il loro Palio. Noi abbiamo pagato qualcosa, anche se non penso che questo abbia inciso in maniera decisiva sul risultato”.

Il capitano riconosce che qualcosa avrebbe potuto essere gestito meglio. “La mossa l’abbiamo presa, ma siamo rimasti un po’ schiacciati. Vedendo come si è sviluppata me lo aspettavo. Alla Fonte eravamo comunque terzi o quarti. Le potenzialità del cavallo non erano infinite, ma credo che qualcosina di meglio si potesse fare. Non c’è niente di male a riconoscere anche qualche errore”.

Il bilancio resta quindi amaro. “Non siamo soddisfatti. Del resto lo si è soltanto quando si vince. Speravamo in qualcosa di più, ma prendiamo atto di quello che è successo. Di sicuro non sono mancate la volontà e la grinta. Era una situazione molto difficile, anche perché Don Rodrigo non era il cavallo che speravamo di trovare all’assegnazione”.

Infine, una riflessione sulla mossa e sull’operato del mossiere Renato Bircolotti, sulla quale Cappannoli preferisce non sbilanciarsi. “Non ho ancora rivisto la mossa con attenzione. Mi riservo di riguardarla con calma prima di esprimere un giudizio. Non mi piace dare valutazioni a caldo solo per il gusto di farle”.



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