Palio di luglio, Gotti (Drago) applaude Tittia: "Solo lui poteva vincere una Carriera così"

"Mi dispiace per Diego perché ha corso un Palio di grande intelligenza e di grande maturità, qualità non scontate per un ragazzo di vent'anni"

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“Da Giovanni Atzeni, il numero uno”. È da qui che parte l’analisi del capitano del Drago, Jacopo Gotti, in merito al Palio di luglio, vinto dall’Aquila con Tittia e Diodoro.

Per Gotti non ci sono dubbi sul protagonista della Carriera. “Oggi solo lui poteva vincere un Palio del genere e l’ha vinto. Per me non c’erano dubbi. Ha dimostrato ancora una volta il suo valore, anche a chi in passato aveva avuto qualcosa da ridire. Credo che avesse disputato un grande Palio anche l’anno scorso e oggi lo ha confermato. Complimenti a Giovanni Atzeni e alla dirigenza dell’Aquila”.

Il capitano del Drago ha poi commentato l’episodio che ha coinvolto Diego Minucci, caduto durante la corsa dopo aver incrociato il cavallo scosso. “Per fortuna sta bene. Quando si è trovato davanti il cavallo senza fantino ha provato a infilarsi, ma ha preso la traiettoria dello scosso ed è finito contro il colonnino”.

Nonostante l’epilogo sfortunato, Gotti promuove senza riserve la prova del giovane fantino. “Mi dispiace per Diego perché ha corso un Palio di grande intelligenza e di grande maturità, qualità non scontate per un ragazzo di vent’anni. Basta guardare il secondo San Martino che ha fatto. Sono davvero soddisfatto”.

L’attenzione si sposta quindi sulla nuova generazione di fantini. “I due esordienti hanno disputato un grande Palio. Credo ci siano tanti giovani di valore che lo dimostrano ogni settimana a Mociano. Bisogna guardarsi intorno”.

Tra i temi affrontati anche quello della mossa, giudicata da Gotti troppo rapida. “È stata una mossa un po’ giovane. Credo che noi capitani dovremo parlarne: bisogna smettere di avere fretta. Se si resta tra i canapi un’ora non succede niente. I cavalli erano tranquilli e c’era tutto il tempo necessario per dare una buona partenza. Un fantino come Giovanni Atzeni non ha certo bisogno di una mossa affrettata”.

Infine, una riflessione sulla posizione del Drago tra i canapi e sul futuro di Diego Minucci. “Essere tra due Contrade vincenti era una buona posizione, anche perché sapevamo che sarebbero partite. Quanto a Diego, il futuro c’è eccome. Se si osservano le traiettorie che lui e Salvatore Nieddu hanno disegnato al secondo giro, c’è davvero tanto da imparare”.



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