Palio di luglio, Carapelli il giorno dopo: "Ieri sembrava un sogno, oggi realizziamo l'impresa"

Il Capitano dedica la vittoria al popolo: "Mi hanno dato la forza di arrivare in fondo. Il "grazie" più grande lo devo io a loro"

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Duccio Carapelli, capitano della Contrada dell’Aquila, il giorno dopo il trionfo racconta ore di sonno contate, l’emozione di una notte “da sogno” e la felicità di condividere il risultato con contradaioli e staff.

“Era arrivato il momento di liberarsi di un fardello”, dice, restituendo i meriti a chi lo ha sostenuto.

Poche ore di sonno e tanta adrenalina. “Ieri sera stavo bene, non avrei voluto mai andare a letto, poi ho avuto il calo… Con l’età, un pochino, bisogna riposare”, scherza. “L’ultima volta l’avevo vinto a diciassette anni e sono andato a dritto tutta la notte. Ora, con l’età… Ieri sera era tutto un sogno, era tutto bello. Da stamani si comincia a realizzare, a mettere a fuoco, a rivedere, a fare le valutazioni. Sono contento per me e per lo staff: abbiamo lavorato bene. Ma soprattutto sono contento per tutta questa gente, se lo meritava. Era arrivato il momento di liberarsi di questo fardello dalle spalle”.

Tittia, come promesso, ha fatto il “giro” con la contrada. “Ieri sera è andato a letto abbastanza presto perché oggi voleva venire e farlo tutto. Mi ha fatto ancora più piacere, perchè si rende conto dell’impresa che ha fatto e di quello che vuol dire per questi ragazzi e per tutti i contradaioli averlo in mezzo a loro e godere insieme di questa festa”.

Qual’è il complimento più bello che ha ricevuto il capitano? Tanti “grazie”, da tutti i ragazzi e da tutti i contradaioli. Però il grazie l’ho detto io a loro: mi sono stati vicini in questi anni, in questi giorni specialmente. Mi hanno dato la forza di lavorare bene e arrivare al risultato.

Una vittoria che diventa comunità: Carapelli rimette al centro la Contrada e chiude con la dichiarazione più netta, il “grazie” a chi gli ha dato la forza di arrivare in fondo.



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