Palio di luglio, Tittia il giorno dopo: "La mossa? Nessun regalo, è solo questione di testa e gambe"

Il fantino risponde secco alle accuse di supremazia tra i canapi dopo il trionfo nell'Aquila: "Monto i cavalli migliori e sono in forma fisicamente e psicologicamente, prima o poi toccherà ad altri"

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Alle vittorie è abituato, in Piazza del Campo quella di ieri sera è stata la sua dodicesima. Una corsa definita “un capolavoro”, quella che ha costruito nell’Aquila per Giovanni Atzeni sembra avere un sapore diverso. Tant’è che, come aveva promesso, oggi ha fatto il giro della vittoria insieme alla comparsa: una scelta di cuore e di riconoscenza.

“Ci sarò tutto il giorno. Dopo trentaquattro anni, Duccio (Carapelli, il capitano, ndr) me l’ha chiesto: a me fa super piacere. Devo tanto a questa città e mi sembra il minimo sforzo da fare”

La partenza perfetta e il “capolavoro”

“Diodoro in partenza è micidiale e ho avuto il mio giusto spazio ai canapi: ho colto una buonissima partenza.”

Le critiche sulla supremazia alla mossa

Alle accuse ricorrenti di essere sempre lui a “dare la mossa” in ogni posizione, Atzeni risponde senza alibi: è una fase, non un privilegio. “Sono momenti in cui monti i cavalli migliori, sei in forma mentalmente e fisicamente e magari fai la differenza. Prima o poi lo faranno altri. Questa è la risposta, nessuno ha colpa: in questo momento le cose vanno così e basta”.

E da domani si pensa già ad agosto. “Da domani si pensa a una nuova avventura? Certo che sì. Mai mollare, avanti sempre.”

Diodoro ad agosto ci sarà? “Vediamo cosa succede domani. Io me lo auguro, però è giusto che decidano i capitani che cavalli prendere, come sempre”.

 



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