Palio di Siena, Bellocchio sugli addebiti: "Nessun rodeo tra i canapi, presenterò la memoria difensiva"

Il fantino Enrico Bruschelli commenta gli addebiti di contestazione per la mossa del 3 luglio nella Torre: "Spero di uscirne pulito. Per il 2027 vado avanti con determinazione"

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Sono stati formulati e resi noti ieri dall’amministrazione comunale gli addebiti di contestazione per il Palio dello scorso 3 luglio, e tra i fantini coinvolti c’è anche Enrico Bruschelli detto Bellocchio, che nell’occasione vestiva il giubbetto della Torre sul cavallo Entu de Petra Ulpu. In diretta stamani a “Buongiorno Siena” il fantino analizza quanto accaduto tra i canapi, anticipa le sue mosse difensive e traccia un bilancio dell’annata paliesca, con uno sguardo già al futuro.

L’addebito di contestazione recita così: Richiamati gli articoli 92 (comma 2) e 99 (comma 2) del Regolamento per il Palio ed esaminata la relazione dei Deputati della Festa, l’assessore delegato dispone di concedere al fantino Enrico Bruschelli detto Bellocchio, a pena di decadenza, la facoltà di produrre documenti e memorie a propria difesa entro sette giorni dalla notifica del presente atto di contestazione di addebito, come previsto dall’articolo 99, comma 4, del Regolamento, essendo ritenuto responsabile della violazione scaturente dalla seguente condotta: “L’aver posto in essere una azione di spinta verso il basso non rispettando la giusta distanza e creando una situazione di agitazione tra i canapi che ostacolava la partenza degli altri fantini. Per la condotta di cui sopra si ravvisa la violazione dell’articolo 64, comma 1, del Regolamento richiamato dall’articolo 87 del medesimo Regolamento”.

Te l’aspettavi questa contestazione? “Devo essere sincero: no. L’addebito parla di non aver mantenuto la ‘giusta distanza’, ma la domanda che mi pongo è: qual è la giusta distanza? Rivedendo le immagini della mossa, mi pare che i colleghi e i cavalli sotto di me fossero tutti al canape e non ci sia stato un abbassamento così esagerato”.

Quindi produrrai una memoria difensiva? “Certo, credo ci siano tutti i presupposti per presentarla, con l’augurio di evitare sanzioni gravi. Se si guardano altri Palii, ce ne sono stati di ben più agguerriti: non mi pare di aver fatto alcun rodeo tra i canapi. Ho ricevuto un richiamo dal mossiere, ma ad agosto ci sono stati molti più richiami ad altri fantini che poi non sono stati nemmeno citati negli addebiti. Spero di poterne uscire pulito”.

A mente fredda, che ricordo hai di quei momenti della mossa? “È stata una mossa impegnativa, ma è anche vero che un’azione di disturbo l’ho subita pure io da qualche collega. Se sono uscito dai canapi è proprio perché, ricevendo il disturbo, dovevo prontamente ritrovare la posizione. Poi è chiaro che uno cerca il posto migliore e non il peggiore: se andavo nella parte bassa era per mio vantaggio. Che in quella zona ci fosse anche la rivale è stato un caso, o comunque una variabile: si può dire che ci andassi per la rivale, ma anche che ci andavo per fare il miglior Palio possibile”.

Tra luglio e agosto, sia nel 2025 sia nel 2026, sei rimasto a casa dopo aver corso la carriera di luglio. Cosa succede in quell’intervallo di tempo? “A volte capita per via di un Palio non andato bene, altre volte per forza maggiore, perché non si trovano gli spazi e si resta a piedi. Fa parte del gioco. Quando non si vince è dura: non va bene, ma va accettato così com’è”.

I rapporti con la Torre come sono rimasti? “I rapporti sono rimasti ottimi. Ora la Contrada affronterà le elezioni e il Capitano cambierà: vedremo quali saranno le nuove impostazioni e le strategie. Spero che nei piani della Torre ci sia ancora posto per Bellocchio”.

Per il 2027 farai una preparazione diversa o cambierai approccio con le Contrade? “Quest’anno mi sentivo benissimo e in forma, quindi credo ci sia poco da cambiare. Spero solo di avere l’opportunità di rimontare a cavallo per finire quei tre giri ‘maledetti’ che a luglio non sono riuscito a completare e fare un grande Palio. Da parte mia i rapporti non cambiano: le Contrade hanno sempre creduto in me ed io vado avanti così, ancora più determinato di prima”.

Un’ultima battuta su Zio Frac: come sta? “Lo ‘Zio’ per ora è al prato a godersi un meritato riposo. Insieme al proprietario decideremo il da farsi, ma siamo più propensi a mandarlo in pensione piuttosto che rimetterlo sotto a lavorare”.



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