L’emozione prende il sopravvento alla fine. Dopo aver raccontato la corsa, la mossa e la vittoria, Fabio Giustarini si ferma davanti alla domanda sulla dedica. “La dedica… non chiedetemela”, dice. Poi, quando gli viene ricordato quanto sta dando alla Contrada, la voce si spezza. “È vero, ci provo, perché un po’ mi è costato, è difficile”.
È questo il lato più umano della vittoria del Nicchio nel Palio dell’Assunta. Per Giustarini, tornato a ricoprire il ruolo di capitano dopo tanti anni, il successo arriva 28 anni dopo l’ultima vittoria. “L’emozione è tanta. Vincere un Palio dopo 28 anni dall’ultima volta è sicuramente una cosa onestamente non pensata, perché non avrei mai pensato di rifare il capitano dopo tanto tempo”.
Poi la chiamata della Contrada e la decisione di rimettersi a disposizione. “Mi sembrava giusto, per spirito di servizio. Anche se qualche problemino a livello di salute c’è, mi sembrava giusto e opportuno rispondere sì alla chiamata della Contrada”.
Una vittoria che chiude anche un cerchio con Giovanni Atzeni, detto Tittia. “Prima o poi con Giovanni bisognava chiudere questo cerchio. È stato giusto nel modo migliore, perché ha fatto la corsa con un capolavoro. È stato lui anche nella gestione della mossa”.
Giustarini racconta anche le preoccupazioni dei momenti precedenti alla partenza, dopo i rinvii e una mossa particolarmente lunga. “La situazione non era facile, c’era abbastanza movimento nella parte bassa. Mi sembrava però Giovanni abbastanza presente”. Un timore, in particolare, quando il cavallo ha iniziato a muoversi: “Mi è venuta un po’ di paura che ripetesse quello che aveva fatto nel 2018, di voler risolvere la situazione da sé”.
Poi i tre giri e la gestione della corsa. “Mi preoccupava un po’ il cavallo della Selva, perché anche con Giovanni in questi giorni si era detto che era un cavallo che poteva migliorare. In effetti il suo l’ha fatto. Poi, quando Giovanni riesce ad andare primo e a gestirsi, difficilmente viene superato”.
Alla fine, però, restano soprattutto l’emozione e quelle parole pronunciate con gli occhi lucidi. Una vittoria attesa, un ritorno alla guida del Nicchio e un successo che, per Fabio Giustarini, ha il sapore di una storia che si è chiusa nel modo più bello.