Palio di Siena, Pagliantini (Istrice): "Grande vittoria per Tittia e Anda e Bola. La gestione di tamurè è stata superlativa"

Pagliantini sottolinea anche la prova della Contrada: "L’Istrice ha portato il risultato a casa. Con un primo cavallo nell’avversaria non si poteva fare altrimenti"

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È una lettura lucida e senza rimpianti quella del capitano dell’Istrice Claudio Pagliantini, al termine della Carriera che ha visto la Contrada del Nicchio conquistare il Palio con Giovanni Atzeni detto Tittia e Anda e Bola.

“Grande corsa, non ci sono stati dubbi. Una volta abbassato il canape è arrivato quello che poteva essere il risultato, ma non era un Palio già scritto: la mossa si era complicata soprattutto per noi e quindi direi che il risultato è stato portato a casa”.

E il risultato, per il capitano, riguarda anche direttamente l’Istrice. La Contrada ha infatti dovuto fare i conti con una situazione particolarmente delicata al canape, con la rivale in una posizione favorevole e un cavallo di prima fascia proprio nell’avversaria.

“Prima di tutto guardo l’Istrice, ma l’Istrice sicuramente ha portato il risultato a casa stasera”.

La posizione al canape e la gestione di Federico

Il riferimento è all’ordine di ingresso ai canapi, che ha visto il Nicchio in una posizione particolarmente favorevole e l’Istrice chiamata ancora una volta a fare i conti con la rivale.

“Partendo poi dal Palio 2025, primo cavallo sulla carta alla Lupa e primo posto al canape. Quest’anno idem. A un certo punto avevo pensato che la fortuna non girasse più”, racconta Pagliantini.

Il capitano individua però nella gestione del fantino Federico Guglielmi detto Tamurè, impegnato con Ares Elce, uno degli elementi determinanti per l’Istrice: “L’unica considerazione che faccio è stata la gestione di Federico che è stata superlativa”.

Ares Elce, considerato un cavallo competitivo, è stato inevitabilmente condizionato dalla situazione di corsa e dalla presenza di un cavallo di prima fascia nella rivale: “Con un primo cavallo nell’avversaria non si poteva fare altrimenti – spiega Pagliantini – quindi il risultato è stato portato a casa principalmente per quello che si poteva temere prima della corsa”.

La mossa infinita e il lavoro della stalla

La partenza è stata uno dei momenti più delicati della Carriera. Una mossa lunghissima, con i cavalli costretti a rimanere a lungo tra i canapi e diversi momenti di tensione: “È chiaro che poi anche i cavalli ne possono risentire dopo una mossa lunga così – sottolinea il capitano -, soprattutto se ci sono dei rodei tra i canapi”.

Ma alla fine tutto è andato per il verso giusto per l’Istrice, che ha potuto contare anche sul lavoro di chi ha preparato e seguito il cavallo: “Il cavallo ce l’abbiamo trovato e quindi devo fare un ringraziamento particolare alla stalla dell’Istrice, ai Barbareschi, ai veterinari e al maniscalco, che hanno fatto un grandissimo lavoro”.

“Mossiere promosso”

Infine, inevitabile, il giudizio sul mossiere, protagonista di una mossa lunga e complessa.

Pagliantini non ha dubbi: “Io direi promosso al mossiere anche in questo Palio”.



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