Palio, l’appello di un contradaiolo: “Non possiamo passare da irresponsabili, quest’anno non corriamolo”

Vincenzo Bencini, contradaiolo del Bruco, fa un appello al sindaco e alla città

Vncenzo Bencini, imprenditore e noto contradaiolo del Bruco, interviene sulla questione del rinvio dei Palii del 2020.

“Sono un contradaiolo del Bruco, e ancora ricordo il Palio dello scorso anno perso per pochi centimetri. Inutile che dica quanta voglia posso avere di correre, di avere una nuova possibilità di vittoria!

Purtroppo non ci sono le condizioni per fare il Palio, quest’anno. Lo dobbiamo ammettere se vogliamo davvero bene alla nostra Festa, alle nostre Contrade. E proprio perché vogliamo valorizzare e preservare il Palio, non possiamo passare da irresponsabili.

Qui non si tratta di forzare una dura realtà per sperare di vedere la propria Contrada vincere o per mettere il proprio consenso al di sopra degli interessi della città. Mi rivolgo in particolare al Sindaco, che in questa fase dovrebbe guardare soprattutto alla situazione economica e sociale, traendone le dovute conclusioni.

Quanto spendono le Contrade e il Comune per due Palii? Con quale coscienza si pensa ancora oggi di utilizzare cifre importanti per la corsa per festeggiare, cantare o andare a cena, quando tanti senesi hanno difficoltà a riaprire il bar, la propria attività, quando ci sono persone senza più un contratto di lavoro?

Faccio un appello: utilizziamo per chi ha bisogno quanto il Comune destina al Palio, spendiamo i soldi della Contrada non per un fantino o per una sottoscrizione ma per un pensionato che non riesce a pagare le bollette o a fare la spesa, per una coppia di giovani che non ha un tetto!

Ogni contrada aiuti i suoi figli! Per il bene della nostra città, prima risolviamo le emergenze e sconfiggiamo definitivamente il coronavirus, poi pensiamo a divertirci. Attenzione, però. Dovremo ripartire su basi diverse, tornando a un Palio più semplice e umano, gestito dai Capitani delle Contrade. I fantini non dovranno gestire una corsa come se fossero i protagonisti assoluti, disponendo di cifre da capogiro. E la corsa non dovrà più essere una gara a tempo.

Bisognerà riscoprire aspetti più genuini e autentici. Molti anni fa alle cene importanti andava al massimo un contradaiolo a famiglia, perché in casa si doveva risparmiare. Fino allo scorso anno, ogni vittoria costava centinaia di migliaia di euro. Il virus ci ha fatto comprendere che c’è una giusta dimensione in tutte le cose e che, probabilmente, stare a metà tra i due eccessi sarà la cosa migliore per un senso di giustizia e di rispetto nei confronti di tutti i senesi, di tante persone che soffrono o che hanno difficoltà economiche. Spero che questo mio appello sia utile, e che sia condiviso da tanti contradaioli”.

Vincenzo Bencini

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