Palio, Trecciolino tra giovani fantini, prove e lotto dei cavalli: "Ogni Contrada ha le proprie esigenze"

Ospite di Susanna Pioli, Trecciolino ha commentato le prove regolamentate

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Dal percorso di crescita dei giovani fantini fino alle riflessioni sul lotto dei cavalli e sulle prove regolamentate. Luigi Bruschelli, detto Trecciolino, tredici volte vincitore del Palio di Siena, è stato ospite di Susanna Pioli nella seconda giornata di prove regolamentate, affrontando diversi temi legati al mondo della Piazza.

Parlando dei fantini cresciuti nella sua scuderia, Tittia, Velluto e Gingillo per citarne solo alcuni, Trecciolino ha sottolineato come i successi ottenuti da molti di loro siano stati il risultato di un lavoro condiviso con le Contrade. “È bellissimo, però ho avuto anche la fortuna di trovare capitani che hanno condiviso con me il percorso di questi ragazzi, che hanno creduto nelle loro capacità e gli hanno dato la possibilità di montare cavalli vincenti. Quando hanno avuto l’occasione si sono fatti trovare pronti, perché avevano un bagaglio di esperienza e di insegnamenti importanti”.

Spazio poi a una riflessione sull’utilità delle piste di addestramento. Per Bruschelli, Monticiano rappresenta un banco di prova soprattutto per valutare i cavalli, mentre Mociano è più indicata per il lavoro sulle traiettorie. “Monticiano è utile per vedere correre i cavalli, ma non per insegnare le traiettorie. Mociano è più importante sotto questo aspetto, anche se purtroppo il terreno non permette di lavorarci tutto l’anno: bastano due gocce d’acqua e saltano le corse”.

Inevitabile anche un passaggio sul lotto dei cavalli in vista della tratta. Trecciolino ha ribadito come ogni capitano debba perseguire esclusivamente l’interesse della propria Contrada, pur evidenziando la differenza tra un lotto con poche punte e uno più equilibrato. “Ogni capitano ha esigenze diverse e deve fare quello che è importante per la propria Contrada. Se ci sono tre cavalli davvero buoni, la possibilità di averne uno è limitata. Se invece ci sono sette cavalli che si equivalgono, viene fuori un Palio molto più aperto”.

Anche un pensiero su Valter Pusceddu, reduce dalla vittoria al Palio di Legnano. “Il mestiere di Valter Pusceddu non è da mettere in discussione”, ha detto Trecciolino, prima di allargare il discorso al peso che, spesso, un singolo episodio può avere nella carriera di un fantino. Riprendendo il celebre arrivo tra Virginio Zedde e Andrea Mari, Bruschelli ha osservato: “È tutto vero, ma conferma anche che a Siena siamo un po’ esagerati. Un centimetro cambia la vita a due persone. Virginio perse quel Palio per un soffio, ma era lì a giocarselo, non era decimo. Probabilmente ha pagato troppo quella sconfitta”.



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