PayCare, okay dall'azienda per gli indennizzi: ma ora la parola passa ai lavoratori

Attesa per l'accordo, resta però difficile il collocamento dei lavoratori in altri siti dell'azienda

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite
PayCare, okay dall'azienda per gli indennizzi: ma ora la parola passa ai lavoratori

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Dopo mesi di incertezza sul futuro occupazionale, arrivano i primi spiragli di confronto nella trattativa che riguarda i lavoratori PayCare del sito di Monteriggioni, anche se il quadro resta complesso e carico di preoccupazioni. Nell’incontro di oggi tra azienda e organizzazioni sindacali, successivo all’esame congiunto al Ministero, si è discusso nel dettaglio di un possibile accordo su ammortizzatori sociali e indennizzi, in attesa ora di una proposta scritta da sottoporre ai dipendenti.

“Abbiamo chiesto con forza l’anticipo della cassa integrazione perché c’è l’urgenza di non lasciare i lavoratori senza stipendio – spiega Daniela Miniero, segretaria generale Fiom Cgil Siena – e un indennizzo che non può essere definito un semplice incentivo, ma un ristoro per il danno e il disagio subiti”.
I lavoratori saranno infatti in cassa integrazione straordinaria per cessazione fino al 31 dicembre 2026 e, senza soluzioni occupazionali, dal 2027 rischiano di diventare 35 nuovi disoccupati. “L’azienda – prosegue Miniero – ha aperto alla possibilità di arrivare a un indennizzo fino a 38 mila euro, senza limiti temporali, consentendo a chi non accetta il trasferimento in altri siti Conecta di avere 12 mesi di cassa più l’indennizzo. Resta però molta amarezza: le alternative proposte prevedono spostamenti anche fuori Toscana e contratti peggiorativi dal punto di vista salariale, rendendo di fatto queste opzioni poco percorribili”.

Sulla stessa linea Giuseppe Cesarano, segretario generale Fim Cisl Siena: “L’anticipo della cassa integrazione resta per noi il punto centrale. Sull’indennizzo siamo arrivati a 38 mila euro, ma il nodo più difficile riguarda i tempi: Paycare chiede la certezza della spesa entro marzo 2026, mentre noi rivendichiamo la permanenza in cassa fino a dicembre 2026”.
Criticità anche sull’ipotesi di trasferimento a Livorno: “Per molti lavoratori significherebbe non avere una reale scelta. Abbiamo chiesto soluzioni di telelavoro o smart working, ma le aperture sono ancora parziali”.

Ora si attende la bozza ufficiale dell’azienda. La parola passerà ai lavoratori, chiamati nei prossimi giorni a valutare in assemblea se ci sono le condizioni per arrivare alla firma di un accordo.

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



Articoli correlati