Un partito da riaprire, da ricostruire come comunità politica e da rimettere in sintonia con i territori. È su questa linea che Giacomo Bassi, ex sindaco di San Gimignano, ha ufficialmente presentato la propria candidatura alla segreteria provinciale del Partito Democratico di Siena, nel corso dell’iniziativa della mozione “Radici per il futuro” al Circolo Arci Due Ponti.
Un incontro partecipato, che segna uno dei passaggi più concreti della fase congressuale dem e che mette al centro, prima ancora dei nomi, il tema del cambiamento nel modo di fare politica dentro il partito.
Nel suo intervento, Bassi ha insistito sulla necessità di superare una gestione che negli ultimi anni è apparsa “chiusa” e, per certi aspetti, affidata a pochi. Un riferimento chiaro alle dinamiche interne che hanno caratterizzato la recente stagione del Pd senese, ma senza personalizzare lo scontro: “Non è una questione di singole responsabilità”, ha spiegato, sottolineando come anche la segreteria uscente sia stata in parte lasciata sola e in parte però si sia isolata.
Da qui la proposta di una candidatura “di rottura”, che punta a riaprire il partito e a rimettere al centro partecipazione e confronto. “Il Pd non può essere un marchio autoreferenziale – ha ribadito – ma deve tornare a essere uno spazio vivo, capace di ascoltare e coinvolgere”.
Un passaggio importante è stato dedicato al rapporto con gli amministratori locali, indicati come una delle principali risorse del territorio: “Abbiamo tanti amministratori che governano bene i nostri comuni – ha detto Bassi – ma è mancato un coordinamento politico all’altezza. Il partito deve tornare a sostenerli e a fare sintesi”.
La piattaforma programmatica presentata affronta i principali nodi del territorio: dalle infrastrutture – con la necessità di rafforzare i collegamenti, in particolare su gomma e ferro – alla sanità, fino alle trasformazioni economiche segnate dalla deindustrializzazione. Spazio anche a turismo, agricoltura e sviluppo locale, con l’obiettivo di costruire una visione integrata capace di tenere insieme identità e innovazione.
Ma il cuore politico della proposta resta la ricostruzione di un rapporto più stretto tra partito e società. In questo senso, Bassi ha richiamato anche l’esito del recente referendum e la forte partecipazione giovanile, indicandoli come segnali da cui ripartire per rilanciare il Pd.
Guardando alla sfida congressuale, il candidato ha scelto toni distensivi nei confronti dell’altro competitor, Nico Bartalini. “Non ci sono avversari, ma interlocutori – ha sottolineato -, noi siamo semmai “complementari”, con lui mi piacerebbe arrivare ad una prospettiva di sintesi unitaria”.
Una linea definita “testardamente unitaria”, che potrebbe trovare un primo momento di confronto già nei prossimi giorni, con l’idea di mettere attorno a un tavolo le diverse posizioni per discutere convergenze e differenze programmatiche.
Sul piano nazionale, infine, Bassi ha ribadito il sostegno alla segretaria Elly Schlein, evidenziando però la necessità che le linee politiche trovino una traduzione concreta e coerente anche nei territori.
Il congresso del Pd senese entra così nel vivo, tra candidature, confronto politico e una partita ancora tutta aperta. Con un punto però sempre più chiaro: al centro del dibattito non ci sono solo i nomi, ma il futuro stesso del partito sul territorio.