Protocollo contro sfruttamento lavoro agricolo, Flai e Cgil: "Svolta importante, ora serve una legge regionale"

Siena e Grosseto, siglato Protocollo tra Prefetture e istituzioni contro sfruttamento lavoro agricolo. Soddisfazione di Flai e Cgil

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Oggi i Prefetti di Siena, Valerio Massimo Romeo, e di Grosseto, Paola Bernardino, hanno firmato il Protocollo “Codice Etico Agricoltura” per prevenire e contrastare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura, con l’adesione del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, della Presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, del Presidente della Provincia di Grosseto Francesco Limatola, presente in videoconferenza la Commissione d’inchiesta sulle condizioni del lavoro, lo sfruttamento e la sicurezza presieduta dal Senatore Tino Magni.

L’intesa mira a rafforzare la legalità nella filiera agricola, con specifica attenzione alle cosiddette “aziende senza terra”: imprese prive di terreni e struttura imprenditoriale, che forniscono però manodopera, prevalentemente straniera, alle aziende agricole committenti. Il Protocollo prevede concretamente: l’introduzione di specifici strumenti di autodichiarazione e controllo nell’ambito degli appalti agricoli, l’istituzione di una white list delle “aziende senza terra”, il potenziamento dell’azione e dell’operatività delle Sezioni Territoriali della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità previste dalla legge 199/2016 e la promozione di progetti formativi.

La firma del Protocollo è una tappa importantissima del percorso iniziato anche grazie alle Brigate del Lavoro della Flai Cgil. Una campagna sui territori dell’Amiata grossetana e della Valdichiana senese che ha evidenziato uno sfruttamento quasi legalizzato. Con “aziende senza terra” che assumono centinaia di lavoratori stranieri corrispondendo paghe miserevoli. Datori di lavoro che parlano la loro lingua, ma che si arricchiscono sulla loro pelle, attraverso procedure sempre più sofisticate.

«Le iniziative della Flai Cgil hanno contribuito a rendere lo sfruttamento in agricoltura una priorità istituzionale al centro del dibattito pubblico, – dichiarano Andrea Biagianti, Segretario Flai Cgil Siena, e Paolo Rossi, Segretario Flai Cgil Grosseto – prima c’è stato il Comitato Interprovinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblico e l’attività della task force interprovinciale istituita per il rafforzamento dei controlli, poi sono arrivate le audizioni della Commissione di inchiesta del Senato, a seguire l’approvazione in Regione Toscana della risoluzione sul contrasto allo sfruttamento in agricoltura e da ultimo la firma del Protocollo. Siamo soddisfatti del lavoro delle Prefetture, viene introdotta la comunicazione dei contratti di appalto, un modello di autodichiarazione per le “aziende senza terra” al fine di verificarne la regolarità e una white list delle stesse».

«Il Protocollo rappresenta uno strumento di prevenzione, – proseguono Biagianti e Rossi – insieme alle parti datoriali, alle istituzioni e agli enti dobbiamo definirne la corretta applicazione, anche a salvaguardia delle aziende agricole danneggiate dalla concorrenza sleale dello sfruttamento».

«Il Protocollo “Codice Etico Agricoltura” rappresenta l’avvio di un progetto concreto, stimolato dalle azioni che abbiamo compiuto sulle due provincie con le Brigate del Lavoro, – sottolinea Mirko Borselli, Segretario generale Flai Cgil Toscana – è essenziale che le Sezioni Territoriali della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità funzionino pienamente e svolgano tutte le prerogative previste dalla legge 199/2016. Strumenti efficaci sugli appalti e indici di coerenza che mettano a confronto la quantità di produzione e l’estensione dei campi con le giornate di lavoro dichiarate dai datori, sono mezzi concreti per contrastare preventivamente lo sfruttamento. Così come la sperimentazione di un collocamento pubblico per i lavoratori stranieri, da fare con mediatori culturali per un incontro tra domanda e offerta che parli di legalità e che sottragga spazio agli intermediari che lucrano sulla manodopera. Allo stesso modo sono necessarie risposte sui temi degli alloggi e dei trasporti, oltre a misure concrete per il reinserimento lavorativo di quei lavoratori che denunciano i caporali».

«Proprio su questi elementi abbiamo sostanziato il nostro contributo nel confronto con la Regione per una legge sullo sfruttamento in agricoltura – conclude il segretario Flai Cgil Toscana – e abbiamo già registrato avanzamenti. La Flai Cgil ringrazia le Prefetture di Grosseto e Siena e tutte le Istituzioni presenti per il lavoro che hanno svolto».

La Flai Cgil Toscana ribadisce, infine, la necessità di proseguire il confronto per arrivare a una legge regionale che renda strutturali e omogenee le azioni di prevenzione e contrasto al caporalato in tutta la Toscana.

«Quello della lotta al caporalato e allo sfruttamento è un tema centrale per la CGIL – dichiarano Alice D’Ercole, Segretaria Generale CGIL Siena, e Monica Pagni, Segretaria Generale CGIL Grosseto – Il lavoro di analisi e denuncia della Flai ha messo in luce criticità che se per taluni possono essere arrivate come una scoperta, per le Camere del Lavoro di Grosseto e Siena purtroppo non lo erano affatto, ma erano condizioni ben note che imponevano risposte concrete. Esprimiamo grande soddisfazione per la firma del codice etico, perché segna un cambio di passo decisivo: si va finalmente ad agire in via preventiva e non solo a posteriori. La repressione e gli interventi riparatori, che arrivano quando lo sfruttamento è stato ormai perpetrato, non bastano più. I problemi si contrastano e si sradicano solo anticipando i fenomeni e tutelando la legalità e la dignità del lavoro prima che vengano violate».



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