La Flai Cgil Toscana e in particolare le Flai di Siena e Grosseto accolgono con favore l’approvazione da parte del Consiglio regionale della risoluzione sul contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, che indica con chiarezza la necessità di arrivare a una legge regionale organica.
Un passaggio importante che si inserisce in un percorso iniziato grazie alle Brigate del Lavoro della Flai Cgil. Una campagna straordinaria sui territori dell’Amiata grossetana e della Valdichiana senese, tra settembre e ottobre 2025, che ha consentito di intercettare oltre 1200 lavoratori agricoli diretti nei campi, facendo emergere situazioni di forte criticità. Le denunce e le iniziative della Flai Cgil hanno reso il tema dello sfruttamento in agricoltura centrale nel dibattito pubblico. Prima c’è stato l’intervento concreto dei Prefetti di Siena e Grosseto con la convocazione congiunta del Comitato dell’ordine e della sicurezza e poi le audizioni della Commissione d’Inchiesta del Senato.
La risoluzione, presentata dal gruppo PD e approvata, impegna la Regione su punti che si muovono nel solco delle proposte avanzate dalla Flai Cgil: rafforzamento dei protocolli territoriali, maggiore coordinamento tra Prefetture, enti locali e parti sociali. Ma anche strumenti di controllo come le checklist sugli appalti, l’introduzione di indici di coerenza tra lavoro dichiarato e capacità produttiva, la notifica dei contratti di appalto alle Sezioni Territoriali e la sperimentazione di forme di collocamento pubblico con il supporto di mediatori culturali.
La risoluzione avvia ufficialmente il percorso verso una legge regionale strutturata, con interventi migliorativi per la vita quotidiana dei lavoratori stagionali e una piena attuazione della legge 199/2016.
«Questo è un risultato importante che riconosce il lavoro fatto in questi mesi sui territori – dichiarano Paolo Rossi, segretario generale Flai Cgil Grosseto e Andrea Biagianti, segretario generale Flai Cgil Siena – la Maremma, l’Amiata e la Valdichiana, come altre aree della Toscana, sono terre di produzioni agricole di qualità, con numerosi prodotti certificati e Doc esportati in tutto il mondo. Questo pacchetto di misure che tutelano lavoro e lavoratori va anche a salvaguardia delle aziende, stroncando la concorrenza sleale. La risoluzione della Regione è un passaggio molto importante, come il protocollo a cui stanno lavorando le Prefetture di Siena e Grosseto».
Per la Flai Cgil Toscana ora è fondamentale passare rapidamente dalla risoluzione agli atti concreti. «Quanto votato in Regione è un ulteriore tassello di un percorso avviato con le Brigate del Lavoro – sottolinea Mirko Borselli, segretario generale Flai Cgil Toscana – è essenziale che le Sezioni Territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità funzionino pienamente e svolgano tutte le prerogative previste dalla legge 199. Strumenti efficaci sugli appalti e indici di coerenza ineludibili sono mezzi concreti per contrastare preventivamente lo sfruttamento. Come tutte le grandi battaglie, anche questa è fatta di passi avanti: in Regione ne è stato fatto uno nuovo, ma da subito bisogna consolidare i risultati e rafforzare l’azione sui territori. Anche per questo, come Flai Cgil ringraziamo la Regione, le Prefetture di Grosseto e Siena per il lavoro che stanno svolgendo e per la collaborazione attivata, sicuramente questo rappresenta un modello che va rafforzato e reso strutturale».
La Flai Cgil Toscana ribadisce, infine, la necessità di aprire immediatamente il confronto per arrivare a una legge regionale che renda strutturali e omogenee le azioni di prevenzione e contrasto al caporalato in tutta la Toscana.