Salto d’appello, continua la mobilitazione degli studenti senesi Unistrasi

La pratica dell'Ateneo, attacca Cravos, impedisce ad uno studente di riprovare un esame scritto, in caso di bocciatura, nella stessa sessione, andando spesso a ritardare la Laurea

Oggi si è svolta la seconda giornata di mobilitazione degli studenti dell’Università per Stranieri di Siena contro il salto d’appello.

“Pratica sancita dal regolamento d’Ateneo – attacca l’associazione studentesca Cravos – la quale impedisce ad uno studente di riprovare un esame scritto, in caso di bocciatura, nella stessa sessione, andando spesso a ritardare la Laurea di uno studente. Abbiamo iniziato questa campagna di protesta lo scorso 22 giugno proprio davanti all’Ateneo e al Rettorato della Stranieri, quando dopo vari dibattiti con gli studenti abbiamo deciso di attivarci attraverso azioni che vadano oltre in confronto negli Organi universitari, che non ha mai portato a reali cambiamenti di svolta”.

“Il salto d’appello è per sua natura un ostacolo nella carriera accademica e non qualcosa che “ci responsabilizza”, come ci è stato precedentemente detto in Ateneo per cercare di giustificare tale pratica. Per quanto riguarda l’Unistrasi, quest’ultima viene applicata in tutti gli esami scritti di Lingua, nonché per altri esami a discrezione dei docenti: come Cravos Siena abbiamo sempre avuto una posizione contraria al salto d’appello, in quanto ostacolo tipico del sistema universitario attuale dove lo studente si ritrova all’interno di un esamificio, dove contano soltanto il merito, i risultati eccellenti, i tempi brevi ed il numero di crediti acquisiti”.

“In questo percorso – prosegue Cravos – l’organizzazione con gli studenti contrari al salto d’appello è stata fondamentale: questa campagna, che proseguirà per tutta l’estate, nasce dal dialogo con lo studentato di Unistrasi, il quale ha sempre mostrato disapprovazione nei confronti di questa pratica. Inoltre, è importante sottolineare che questa può portare a conseguenze sia economiche che psicologiche: ci sembra fondamentale fare esempi come la perdita della borsa di studio, l’aumento delle tasse, la perdita di stimoli positivi verso lo studio dei corsi scelti o l’emergere di disturbi come quello da ansia generalizzata. In quanto associazione studentesca – presente anche negli Organi di rappresentanza dell’Unistrasi – continueremo la campagna di mobilitazione con gli studenti affinchè si arrivi ad un tavolo di confronto con il Rettore ed i docenti coinvolti, di modo da discutere in maniera concreta di una pratica che, con la pretesa dell’eccellenza, ha solo risvolti negativi al prezzo di un buon voto”.