Sanità, dimessi e dimenticati. Giordano: "Più comunicazione tra servizi e cittadini per evitare vuoti assistenziali"

L'assessore alla sanità del Comune di Siena interviene dopo la denuncia di una famiglia. Chieste le verifiche all’Asl

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“Sono essenziali cooperazione e comunicazione tra le diverse professionalità sanitarie e un confronto costante con la popolazione per rendere più facile la vita ai cittadini. Nel momento in cui si sta male, i pazienti e i loro familiari devono essere indirizzati il più tempestivamente possibile”.

Parte da queste parole dell’assessore alla Sanità del Comune di Siena, Giuseppe Giordano, la risposta dell’amministrazione comunale al caso della famiglia senese che nei giorni scorsi ha denunciato le difficoltà incontrate dopo le dimissioni ospedaliere di un proprio congiunto, parlando di un vuoto assistenziale tra il rientro a casa e l’attivazione delle cure territoriali. Un caso che era arrivato anche sulla scrivania dello stesso assessore e della sindaca Nicoletta Fabio che, per quanto di loro competenza, si erano attivati fin da subito.

“La prima cosa che abbiamo fatto è stata scrivere al direttore della Zona Distretto Senese chiedendo di verificare la casistica e di attivare i percorsi previsti dalla normativa”, afferma l’assessore, precisando di essere ancora in attesa di una risposta ufficiale.

Secondo quanto appreso informalmente dal Comune, l’Asl Toscana Sud Est avrebbe già avviato gli accertamenti per ricostruire la vicenda. Per Giordano, però, la questione evidenzia soprattutto la necessità di migliorare i percorsi di comunicazione, sia nei confronti dell’utenza sia tra le diverse figure professionali coinvolte nella presa in carico dei pazienti.

“L’organizzazione è complessa – osserva l’assessore – ma è fondamentale che il reparto ospedaliero attivi tempestivamente la Centrale Operativa Territoriale, la COT, così da individuare il percorso assistenziale più appropriato e ridurre al minimo il tempo che intercorre tra le dimissioni e l’avvio delle cure domiciliari”.

Giordano ricorda inoltre che l’assistenza territoriale non rappresenta un servizio continuativo ventiquattr’ore su ventiquattro, ma uno strumento pensato per garantire la continuità delle cure alle persone che, una volta lasciato l’ospedale, necessitano di un supporto sanitario e assistenziale.

Infine l’assessore richiama l’importanza del Punto Unico di Accesso (PUA), considerato uno snodo fondamentale per orientare cittadini e famiglie tra i servizi disponibili e rendere più efficace il collegamento tra ospedale e territorio. Un tema che, alla luce del caso emerso nei giorni scorsi, il Comune intende approfondire con l’Asl per verificare eventuali criticità e individuare possibili miglioramenti nell’interesse dei pazienti più fragili.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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