Si riapre di nuovo il caso politico attorno alla nomina del nuovo Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Toscana. La commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale della Toscana, che si è riunita questa mattina, ha infatti approvato la rosa dei candidati che sarà sottoposta al voto dell’Aula nella prossima seduta: Stefano Scaramelli, Luciano Trovato e Paolina Pistacchi.
Il parere favorevole all’ammissibilità dei nomi è arrivato a maggioranza, mentre le opposizioni hanno scelto di non partecipare al voto. La novità politica più rilevante, però, riguarda gli equilibri interni alla maggioranza regionale. La candidatura di Luciano Trovato sarebbe sostenuta da Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle, mentre il Partito Democratico e Casa Riformista proseguono per la strada Stefano Scaramelli. Una “diramazione” che, secondo l’opposizione, certifica una divisione ormai esplicita nel centrosinistra sul tema.
A sottolinearlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci. “Oggi abbiamo scoperto che i candidati della maggioranza sono due – afferma –: da una parte Scaramelli, sostenuto da Pd e Casa Riformista, dall’altra il giudice Trovato portato da AVS e Movimento 5 Stelle. Questo è un dato oggettivo”.
Il voto in Aula avverrà a scrutinio segreto, elemento che secondo Tucci potrebbe cambiare gli equilibri. “Bisognerà vedere nel segreto dell’urna come si distribuiranno i voti – spiega –. Il voto segreto favorisce sempre i franchi tiratori”.

Nel corso della commissione, l’opposizione aveva anche chiesto che i candidati venissero ascoltati prima del voto finale. Una richiesta avanzata da Fratelli d’Italia e Forza Italia, ma respinta. “Una cosa è leggere un curriculum, una cosa è guardarsi in faccia e rispondere alle domande dei commissari”, osserva Tucci.
Ed è proprio sul finale della seduta che il centrodestra ha deciso di inserire una terza candidatura, indicando la dottoressa Paolina Pistacchi. “Con un piccolo colpo di teatro abbiamo designato una nostra candidata – racconta Tucci – e quindi andremo al voto segreto con tre nomi”.
La partita per la nomina del nuovo garante resta quindi apertissima e rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro politico dentro e fuori la maggioranza regionale.