Siena: adesivo sulla bacheca della Giraffa, la Contrada condanna il gesto e richiama al rispetto

L'adesivo è già stato rimosso, ma resta la ferma condanna: "Il rispetto tra consorelle è la base della nostra storia. Chi ha sbagliato ci metta la faccia e chieda scusa". Al vaglio le immagini della videosorveglianza.

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C’è una linea sottile ma chiarissima che separa la goliardia dal mancato rispetto, e in via del Moro quella linea è stata superata. Il popolo dell’Imperiale Contrada della Giraffa condanna con fermezza lo sfregio subito dalla propria bacheca, imbrattata da ignoti.

Lo sfottò e la battuta sono da sempre il cuore della vita contradaiola, ma la storia e la convivenza tra le consorelle si reggono su un patto non scritto: l’autoregolamentazione e il rispetto reciproco. Imbrattare i simboli e le bacheche altrui non è gioco, non è tradizione: è solo inciviltà.

Chi ha compiuto questo gesto ha offeso un intero popolo. Per questo la Giraffa invita i responsabili a farsi avanti e a chiedere scusa, mentre si sta già muovendo per identificarli anche attraverso l’analisi delle immagini della videosorveglianza della zona.

Perché il rispetto per la nostra storia, per il Palio e per Siena parte prima di tutto dal rispetto tra le Contrade e i loro popoli.

Di seguito pubblichiamo la nota della Contrada:

“Il popolo dell’Imperiale Contrada della Giraffa condanna con fermezza il gesto compiuto da ignoti ai danni di una propria bacheca posta in via del Moro. Nella consapevolezza che atti ironici e scherzosi rientrano perfettamente nella consuetudine contradaiola, è necessario, nella tanto celebrata autoregolamentazione, saper rispettare alcuni limiti e avere il giusto equilibrio: imbrattare, come di fatto è accaduto, una bacheca di una consorella non rientra in questa consuetudine. La Giraffa invita gli autori del gesto a farsi avanti per le dovute scuse nei confronti di un popolo intero, nel frattempo saranno intraprese tutte le azioni necessarie per individuare i responsabili, compresa la richiesta di accedere alle immagini della videosorveglianza”. 



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