“Mi sono fatto un regalo per i 40 anni”. Andrea Frullanti racconta così la nascita di Storie. Viaggi di trame incrociate il suo primo libro, pubblicato da Extempora. Giornalista senese, con un passato anche a Radio Siena Tv e oggi nell’ufficio stampa dell’azienda ospedaliero universitaria senese, Frullanti porta in libreria una raccolta di racconti scritti negli ultimi anni e rimasti per un periodo “chiusi in un cassetto”.
Il libro nasce da spunti diversi: esperienze personali, spunti autobiografici e vicende immaginate. “Sono racconti di mia invenzione”, spiega l’autore, “che si basano su esperienze personali realmente vissute, su rari spunti autobiografici, ma anche su cose che mi sono inventato”. Il risultato è una serie di storie verosimili, alcune ispirate a fatti realmente accaduti, ma poi rielaborate liberamente.
“Ho rivisitato tutto completamente”, racconta Frullanti. L’obiettivo è provare a guardare la realtà in un modo diverso rispetto al lavoro quotidiano del giornalista: “È un modo per raccontare la realtà che ci circonda attraverso una nuova lente, diversa da quella della professione giornalistica di tutti i giorni”.
Nel libro c’è anche Siena, città da cui partono alcuni riferimenti e alcune suggestioni. “C’è una metafora della città di Siena“, dice Frullanti. Tra gli episodi citati dall’autore c’è anche un racconto legato al tiro di Janning nella finale Scudetto di basket tra Mens Sana e Milano: “Ho romanzato quello che è successo prima rispetto a quell’accadimento”.
Il rapporto con il giornalismo resta comunque centrale. Quasi tutti i racconti si chiudono infatti con un articolo di giornale. Una scelta che per Frullanti ha un significato preciso: “Il racconto giornalistico serve, ma non riesce a guardare l’interezza di quelle che sono le storie vere e proprie”. Dietro una notizia, secondo l’autore, ci sono sempre altri elementi: “Molto più vissuto, molta più esperienza anche degli stessi protagonisti”.
La cornice narrativa del volume parte da Parigi, dove Giacomo, giornalista italiano, trova due libri tra le bancarelle dei bouquinistes lungo la Senna. Da lì si apre una serie di racconti che parlano di memoria, solitudine, speranza e legami tra le persone. La prefazione è a cura di Andrea Sguerri, mentre la postfazione di Cristian Lamorte.
“Era il momento giusto per farlo uscire”, aggiunge Frullanti. I racconti erano stati scritti soprattutto dal periodo della pandemia in poi: “Mi ero un po’ dilettato a fare questi racconti e li ho buttati fuori per me”. Più che un progetto costruito a tavolino, Storie nasce quindi da un’esigenza personale: “Una valvola di sfogo, un’esperienza narrativa che esula dalla narrazione giornalistica che facciamo tutti i giorni”.
“Dentro c’è un po’ di tutto”, conclude l’autore, “c’è un po’ di me e della mia esperienza”.