Siena, nessun centro migranti a Costalpino. Il Sindaco Fabio chiarisce: "Progetto non previsto, la città fa già la sua parte"

In Consiglio comunale la risposta all'interrogazione sulla struttura nell'ex casa di riposo. Il primo cittadino ribadisce la linea fermando le ipotesi sull'accoglienza: "No a scelte calate dall'alto sul territorio"

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A Costalpino non è prevista l’apertura di un Centro di accoglienza straordinaria per ottanta migranti e non risulta in corso alcuna procedura in questo senso. Su scelte capaci di incidere sulla vita del nostro territorio, il Comune di Siena pretende di essere coinvolto e pretende che vengano ascoltati i cittadini. Siena ha sempre dimostrato solidarietà e capacità di accoglienza, ma solidarietà e accoglienza non significano che ogni nuova soluzione debba ricadere sul Capoluogo”. Questa la risposta del Sindaco Nicoletta Fabio all’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, dal consigliere Maria Antonietta Campolo del Gruppo Misto in merito al presunto allestimento di una struttura di accoglienza per circa ottanta migranti presso l’ex casa di riposo “Casa Annamaria” nella frazione di Costalpino.

“Questa interrogazione – ha spiegato il Sindaco – ci consente anche di fare chiarezza, in questa sede istituzionale, su una vicenda che nel mese di luglio ha avuto una certa eco, soprattutto sui social network e sugli organi di informazione, ma che nei fatti si è definita molto rapidamente. Credo sia opportuno partire proprio da questo dato: a Costalpino non è prevista l’apertura di un Centro di accoglienza straordinaria per ottanta migranti e non risulta in corso alcuna procedura in questo senso. Preciso nuovamente che l’ipotesi che aveva dato origine alla discussione riguardava l’ex Casa Annamaria e non era stata promossa né concordata con l’amministrazione comunale. Quando la questione è emersa pubblicamente, il 24 luglio, ho espresso immediatamente e con assoluta chiarezza la posizione del Comune di Siena: per quanto di nostra competenza, l’ipotesi di un nuovo centro di accoglienza a Costalpino era e rimaneva irricevibile. Lo abbiamo detto per una ragione molto semplice. Il Comune di Siena e la nostra comunità hanno già dato e continuano a dare un contributo significativo sul terreno dell’accoglienza. L’amministrazione ha, tra l’altro, messo a disposizione per le strutture di accoglienza straordinaria l’immobile dell’ex scuola elementare di Montalbuccio. Avevamo già assunto la stessa posizione, decisa e netta, quando era stata prospettata un’altra possibile struttura in via Bologna, all’Acquacalda. La nostra linea, quindi, non nasceva dalla vicenda di Costalpino ed è sempre stata coerente: Siena e la sua comunità fanno da anni la propria parte, e non possono essere chiamati a supplire continuamente alle mancanze di altri territori, né possono accettare che nuove soluzioni vengano immaginate senza un preventivo confronto con l’amministrazione e con le comunità interessate”.

“Va poi chiarito – ha proseguito Fabio – un ulteriore aspetto, che nel frattempo ha consentito di superare definitivamente la questione. La Caritas diocesana ha comunicato pubblicamente il 25 luglio di non avere avanzato alcuna proposta ufficiale per la realizzazione di un Cas a Costalpino. La stessa Caritas ha spiegato che, a seguito del trasferimento della Rsa precedentemente ospitata nell’immobile, era stata valutata in via del tutto preliminare ed ipotetica una possibile forma di accoglienza rivolta a richiedenti asilo che studiassero nelle università senesi o lavorassero nella nostra zona. Secondo quanto precisato in seguito dagli stessi promotori, la struttura avrebbe avuto una capienza massima di circa venticinque posti. Ed è stato da loro chiarito che il 13 luglio, prima ancora che la vicenda assumesse la dimensione pubblica che ha poi avuto, si era svolto un incontro con alcuni residenti della zona e, registrata la contrarietà del territorio, l’ipotesi era stata da loro immediatamente accantonata. Di conseguenza vengono meno, nella sostanza, anche gli ulteriori quesiti presenti nell’interrogazione. Non esistendo alcun progetto operativo di apertura del centro, non vi sono un numero di ospiti da definire, un gestore incaricato o tempistiche di apertura da comunicare; né vi è oggi un intervento rispetto al quale debbano essere effettuate valutazioni urbanistiche, logistiche o sui servizi della frazione. Analogamente, non vi è necessità di convocare un tavolo finalizzato a fermare o ridimensionare un intervento che non è previsto e non verrà realizzato”.

“Rimane invece valido – ha evidenziato il primo cittadino – un principio sul quale ritengo utile, da Sindaco, essere molto chiara. L’accoglienza è una materia delicata, che non può essere affrontata né con improvvisazioni, né imponendo scelte dall’alto alle comunità locali. Richiede equilibrio, programmazione, conoscenza dei territori e condivisione tra le istituzioni. Quando è emersa l’ipotesi di Costalpino, il Comune non è rimasto in silenzio: abbiamo espresso subito una posizione chiara e abbiamo difeso quella che riteniamo essere una corretta distribuzione delle responsabilità sul territorio. Credo, però, che da questa vicenda possa derivare un principio utile anche per il futuro: su scelte capaci di incidere sulla vita del nostro territorio, il Comune di Siena pretende di essere coinvolto e pretende che vengano ascoltati i cittadini”.

“Siena – ha concluso il Sindaco Nicoletta Fabio – ha sempre dimostrato solidarietà e capacità di accoglienza, ma solidarietà e accoglienza non significano che ogni nuova soluzione debba ricadere sul Capoluogo. Siena fa la propria parte, anche troppo secondo moltissimi cittadini. E proprio perché affrontiamo la questione seriamente, abbiamo anche il diritto di chiedere che ciascuno faccia la propria parte”.

Il consigliere Maria Antonietta Campolo (Gruppo Misto) ha replicato: “Ringrazio per la risposta che mi vede soddisfatta. So bene che lei Sindaco ha già affrontato l’argomento e non era intenzione riaprire alcuna problematica, l’interrogazione non intende solo parlare di centri di accoglienza, quanto della presenza di immigrati, in termine di numeri, visto che i cittadini ci hanno messo a conoscenza delle interlocuzioni fatte sull’ex casa di riposo “Casa Annamaria” di Costalpino. Su queste ultime ipotesi i cittadini non vennero informati; c’è un dovere di informare su una situazione del genere, perché se la cosa fosse andata avanti si sarebbero creati fortissimi disagi. Ci auguriamo che non si verifichino più casi come questi, con la convinzione che anche la nostra attenzione abbia permesso di approfondire la cosa.”

 



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