Nato a Prato nel 1838 e morto a Siena nel 1914, Franchi scelse la città del Palio come luogo della propria formazione e maturazione artistica, fino a diventarne una delle figure più rappresentative tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Allievo prediletto di Luigi Mussini all’Accademia di Siena, del quale raccolse successivamente l’eredità alla direzione, sviluppò una carriera scandita da importanti commissioni pubbliche e private, in Italia e all’estero. Tra i suoi interventi più significativi figura la partecipazione, negli anni Ottanta dell’Ottocento, alla decorazione della Sala del Risorgimento di Palazzo Pubblico, uno degli esempi più rappresentativi della pittura celebrativa dell’Unità d’Italia.
La mostra nasce con l’obiettivo di restituire centralità a una figura che seppe coniugare il rigore della tradizione accademica con una sensibilità personale, distinguendosi soprattutto nella pittura di storia e nell’arte sacra. Attraverso una selezione di dipinti, disegni, cartoni preparatori e studi, molti dei quali inediti o raramente esposti, il percorso propone una rilettura della sua produzione e del contesto culturale nel quale operò.
Tre i grandi temi attorno ai quali si sviluppa l’esposizione: grazia, etica e fede. Il primo indaga la ricerca della bellezza, l’armonia delle forme e la capacità di attribuire alla realtà una dimensione spirituale. Il secondo approfondisce il rapporto tra arte e responsabilità civile, con particolare attenzione al contributo di Franchi alla vita pubblica senese e al rinnovamento dei costumi del Corteo Storico del Palio. In questa sezione trova spazio anche un prestito di particolare rilievo: la Santa Caterina da Siena, proveniente dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. La terza sezione è invece dedicata alla dimensione religiosa, elemento centrale della ricerca pittorica dell’artista.
«Alessandro Franchi rappresenta una figura fondamentale per comprendere la storia artistica e culturale della nostra città», sottolinea la sindaca di Siena Nicoletta Fabio. «Pur non essendo senese di nascita, Franchi scelse Siena come luogo della propria formazione e della propria maturazione artistica, instaurando con la città un rapporto profondo, fatto di studio, partecipazione e dedizione». La sindaca richiama in particolare il contributo dell’artista al patrimonio monumentale e alle tradizioni cittadine, a partire dal rinnovamento dei costumi del Corteo Storico del Palio, definendolo un esempio di come l’arte possa continuare a vivere nell’identità di una comunità.
Un rapporto, quello tra Franchi e Siena, che rappresenta uno dei fili conduttori dell’intera esposizione. La città arrivò a riconoscerlo come un proprio «figlio dilettissimo», e ancora oggi numerose testimonianze della sua attività sono disseminate nel tessuto urbano. Per questo la mostra non si esaurisce negli spazi di Palazzo Pubblico, ma invita a proseguire la scoperta attraverso itinerari cittadini che conducono dalle tarsie del pavimento del Duomo agli oratori di Santa Teresa e di Fontebranda, fino al Cimitero della Misericordia.
L’allestimento, realizzato in collaborazione con lo Studio di Architettura Gucciardini & Magni, si sviluppa sui due piani dei Magazzini del Sale, proseguendo nella Sala del Risorgimento del Museo Civico, dove i visitatori potranno osservare direttamente uno dei contributi più importanti lasciati da Franchi al patrimonio cittadino.
Ad accompagnare il progetto sarà anche un catalogo, in corso di realizzazione con Silvana Editoriale, che raccoglierà i risultati delle ricerche e degli approfondimenti storico-artistici dedicati al pittore.
L’esposizione si inserisce nel programma di valorizzazione delle collezioni civiche del Comune di Siena e nel calendario degli eventi natalizi “Siena Incanta – Il Natale si accende”. Un’occasione per riscoprire non soltanto un protagonista della pittura italiana tra Ottocento e Novecento, ma anche una stagione della storia senese nella quale arte, vita pubblica e tradizioni cittadine erano profondamente intrecciate.