“Dopo tredici anni e mezzo è indubbiamente una grande soddisfazione che finalmente anche la magistratura parli di omicidio e non più di altre ipotesi di reato”. L’avvocato Paolo Pirani, legale della madre e del fratello di David Rossi, commenta così ai microfoni di Siena TV la notizia dell’apertura di un fascicolo per omicidio da parte della Direzione distrettuale antimafia di Firenze sulla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, precipitato dalla finestra del proprio ufficio il 6 marzo 2013. Una notizia accolta con soddisfazione. Per la famiglia Rossi, la prospettiva di una nuova indagine rappresenta un passaggio importante, che dovrà però tradursi in accertamenti concreti sulle circostanze della morte e soprattutto sull’eventuale movente.
“L’abbiamo appresa con estrema soddisfazione perché chiaramente era una richiesta che era stata più volte anche sollecitata pubblicamente”, spiega Pirani, precisando che le informazioni sono state apprese inizialmente attraverso indiscrezioni giornalistiche.
Il legale rende noto anche di aver depositato, nella mattinata di oggi, 28 ottobre, una richiesta formale presso la Procura di Firenze per ottenere informazioni ufficiali sull’apertura del fascicolo.
“Questa mattina, proprio per avere contezza formale e ufficiale della notizia, abbiamo depositato per conto dei miei assistiti, in particolare di Daniele Rossi, una richiesta formale presso la Procura di Firenze proprio in relazione all’apertura di questo fascicolo”.
Le dichiarazioni alla Commissione: “La magistratura faccia tutti gli accertamenti”
Uno dei passaggi centrali della nuova fase investigativa riguarda gli elementi emersi durante i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, presieduta da Gianluca Vinci.
Le recenti dichiarazioni raccolte dalla Commissione hanno acceso il dibattito pubblico, anche per il coinvolgimento di persone chiamate in causa nelle testimonianze. Proprio per questo, secondo Pirani, è fondamentale che ogni elemento venga sottoposto a una verifica giudiziaria.
“Avevamo fatto un comunicato stampa su questo, rappresentando che, proprio a garanzia di quelli che sono i diritti di tutte le parti, delle persone offese e delle persone che in questo caso sono state chiamate e menzionate pubblicamente, la magistratura aprisse un caso e andasse a fare tutti gli accertamenti dovuti”.
Il legale sottolinea quindi l’importanza di un’indagine condotta dall’autorità giudiziaria, che possa valutare l’attendibilità delle dichiarazioni e approfondire gli elementi raccolti nel rispetto delle garanzie di tutte le persone coinvolte.
“Il fascicolo potrebbe essere stato aperto mesi fa: forse già svolte attività investigative”
Un ulteriore elemento richiamato dal legale riguarda la possibile data di apertura del fascicolo fiorentino. Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, infatti, il procedimento potrebbe risalire a diversi mesi fa, circostanza che, se confermata, lascerebbe ipotizzare l’esistenza di attività investigative già avviate.
“Oggi tra l’altro apprendiamo, sempre da fonti giornalistiche, quindi non da fonti ufficiali, che questa apertura del fascicolo addirittura risalirebbe a mesi fa”.
Una notizia che Pirani accoglierebbe positivamente. “Questa sarebbe una grossa soddisfazione perché significa che molte attività di indagine sarebbero state già compiute, fermo restando tutto il materiale pregevole che la Commissione avrà messo a disposizione delle relative procure di competenza”.
La famiglia Rossi: “Soddisfazione cauta, troppe porte chiuse in questi anni”
Al centro delle parole di Pirani c’è anche la reazione della famiglia, che da oltre tredici anni chiede di fare piena luce sulla morte dell’ex manager di Rocca Salimbeni. Il legale racconta di essersi confrontato con Ranieri Rossi, fratello di David, e di aver raccolto attraverso di lui anche il pensiero della madre. “Ho sentito Ranieri, con cui mi sento praticamente tutti i giorni e in particolare oggi, perché c’è grossa soddisfazione, ma sempre una soddisfazione cauta”.
Una prudenza che nasce dalle difficoltà incontrate nel corso degli anni. “Nel corso degli anni, come si dice in questa vicenda, di sportellate in faccia ne sono state sbattute diverse volte. Quindi è una notizia che dà molta soddisfazione, ma bisogna mantenere la giusta cautela”.
“I Ris hanno chiarito aspetti tecnici. Adesso bisogna approfondire il movente”
Pirani richiama, inoltre, gli ultimi accertamenti tecnici svolti dai Ris, con particolare riferimento alla ricostruzione della caduta e al distacco dell’orologio di David Rossi. Elementi che, secondo il legale, assumono un peso significativo nel quadro delle verifiche sulla dinamica della morte. “Spero che finalmente, e soprattutto lo spera Ranieri, che riporta il pensiero anche della mamma, ci sia un’attenzione da parte della magistratura tale e capace di approfondire ogni dettaglio”.
Il riferimento è tanto agli aspetti scientifici quanto alla ricostruzione delle possibili ragioni di un eventuale delitto. “Dal dettaglio tecnico, su cui credo ormai si possa poco discutere dopo le ultime relazioni dei Ris che hanno certificato il distacco dell’orologio simultaneamente a David, ma soprattutto che si vada anche ad approfondire effettivamente il movente, perché parlando di un omicidio il movente diventa importantissimo”.
È proprio il movente, dunque, uno dei punti sui quali il legale della madre e del fratello di David Rossi chiede di concentrare l’attenzione. Dopo oltre tredici anni, l’auspicio della famiglia è che le nuove indagini possano approfondire non soltanto la dinamica della morte, ma anche le eventuali responsabilità e le ragioni che potrebbero averla determinata.