Siena, Valentini (Pd): “Santa Maria della Scala, il Comune che vuole fare?

Il Consigliere dem: "Il Comune ha varato la nuova Fondazione ma si limita a nominare il nuovo cda senza un progetto, senza aver individuato gli indispensabili partner, senza un solo atto economico od organizzativo che garantisca al Santa Maria della Scala l'autonomia che tutti a parole vorrebbero. Ora ha chiesto proroga di tre mesi della convenzione con Opera spa, perchè non sa cosa vuole fare"

“Il candidato del centrodestra alle elezioni suppletive per la Camera dei Deputati dichiara che il Santa Maria della Scala è strategico per la cultura ed il turismo senese. Ed il Comune che fa?”. Lo chiede Bruno Valentini, consigliere comunale di minoranza di Siena col Pd.

“Dopo tre anni di tira e molla (direttore si/no, assessore alla cultura si/no), vara la nuova Fondazione ma si limita a nominare il nuovo cda senza un progetto, senza aver individuato gli indispensabili partner, senza un solo atto economico od organizzativo che garantisca al Santa Maria della Scala l’autonomia che tutti a parole vorrebbero – ancora Valentini – a febbraio la Giunta Comunale deliberò che “non intendeva rinnovare il contratto con Opera spa in scadenza il 9 novembre 2021 per la gestione della biglietteria centralizzata e che pertanto lo stesso si intende concluso”. Dopo un annuncio del genere, accompagnato dalla dichiarazione di volersi appoggiare a Siena Parcheggi (senza che, nel frattempo, si sia lavorato per preparare la società ad un eventuale allargamento delle competenze nel campo della gestione museale), uno si immagina che il Comune arrivi con le idee chiare alla scadenza. Ed invece cosa apprendiamo dalla stampa? Che il Comune ha chiesto una proroga di tre mesi della convenzione con Opera spa, perchè non sa cosa vuole fare. Il peggio che potesse accadere perchè così nessuno si impegnerà per programmare le prossime stagioni culturali ed espositive ed il Santa Maria della Scala continuerà a vivacchiare con mini-iniziative e mostre comprate qua e là. Nell’anno che dovrebbe essere decisivo per far ripartire ed accogliere il turismo. Lasciando nell’incertezza quasi quaranta lavoratori, quasi tutti senesi – conclude Valentini – Ci avviciniamo alla fine del mandato e le uniche cose certe per il Santa Maria della Scala sono quelle ereditate, ossia i progetti di ristrutturazione, con il loro integrale finanziamento”.