L’ex sovrintendente Anna Di Bene condannata a 6 anni

Il tribunale di Siena l'ha riconosciuta colpevole dei reati di concussione e abuso d'ufficio. I legali annunciano ricorso in Appello. La funzionaria che aveva denunciato le pressioni: "Giustizia è fatta"

Anna Di Bene, ex soprintendente alle belle arti e paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto, è stata condannata a 6 anni di reclusione per i reati di concussione e abuso d’ufficio. Il giudice Luciano Costantini l’ha assolta invece dall’accusa di lesioni dolose. Il coniuge Alberto Floridi, accusato in concorso per abuso, è stato condannato a 1 anno e 6 mesi. Per la Di Bene è stata disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

La Procura, nella persona del pm Sara Faina, aveva chiesto 7 anni e 2 mesi di condanna per la Di Bene (difesa dagli avvocati Enrico De Martino e Beniamino Schiavone), e 1 anno e 6 mesi per il marito, l’architetto Alberto Floridi, assistito invece dall’avvocato Lorenzo De Martino.

Il processo verteva sull’approvazione di una pratica, risalente al 2016, per il frazionamento di una villetta ad Ansedonia (Orbetello). Per i magistrati la Di Bene (che a seguito del procedimento è stata sospesa in via cautelativa dall’incarico su decreto ministeriale) avrebbe avuto l’interesse a costringere a redarre rapidamente la pratica alla funzionaria per la costa grossetana della soprintendenza Vanessa Mazzini, attraverso pressioni e minacce – e nonostante l’asserita assenza di alcuni presupposti di legittimità paesaggistica – pur essendo il consorte Floridi progettista incaricato dai privati proprietari della villetta.

La Mazzini, che aveva denunciato tutta una serie di pressioni e vessazioni da parte del suo superiore tali da minarle la salute psicologica e indurla alla mobilità, era parte civile nel procedimento, e verrá ora risarcita con una provisionale da 15mila euro e delle spese legali sostenute, con la rifusione. “Giustizia è fatta”  ha detto in lacrime la Mazzini dopo il pronunciamento del giudice.

“Un grosso successo – ha aggiunto il suo avvocato, Carlo Valle – è stata riconosciuta la costrizione e l’abuso d’ufficio”. Si dicono esterrefatti e sorpresi i legali della sovrintendente: “Faremo sicuramente ricorso, intanto attendiamo le motivazioni che arriveranno entro 90 giorni. È stata ritenuta credibile – sottolinea l’avvocato Enrico De Martino – una versione dei fatti smentita da piú testimoni”.

C.C