“Sport ed Educazione di strada”: l'USDI 1904 riporta il gioco nelle piazze di Siena

Due giorni tra scuole, oratori e piazze per riscoprire il valore del gioco di strada: convegni, attività gratuite in Piazza San Francesco e il coinvolgimento di educatori e professionisti dello sport.

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Simone Bernini, presidente dell’USDI 1904, e Daniele Gastaldello, ex difensore e oggi allenatore, presentano “Sport ed Educazione di strada”, una due giorni che attraversa la città con un’idea semplice e potente: rimettere al centro il gioco all’aperto come palestra di valori, relazioni e crescita.

Da dove nasce l’idea

Bernini racconta la genesi del progetto, che affonda le radici in un incontro di due anni fa con uno psicologo dello sport attivo da 25 anni su questi temi, Massimiliano Giudas: un lavoro che punta a riattivare abilità motorie e psichiche oggi un po’ assopite, nei ragazzi ma anche negli adulti.

«Vogliamo rimettere in moto attività che i “vecchiarelli” come me hanno vissuto e che fanno molto bene. Con educatori come Daniele, Giudas e Massimiliano Mazzei porteremo nelle piazze il concetto del divertirsi con poco».

Perché si è perso il gioco di strada

Secondo Gastaldello, i tempi sono cambiati ma non tutto è andato perduto: l’obiettivo è tornare a trasmettere quei principi che una volta passavano naturalmente tra un pallone e un marciapiede.

«I valori dei giochi di strada – il rispetto, la condivisione, lo stare insieme tra grandi e piccoli – sono ancora attuali. Noi vogliamo riportare il puro gioco in piazza e, con esso, quei valori sani che si sono un po’ persi».

Il programma: scuola, oratorio, piazza

La mappa degli appuntamenti è pensata in chiave simbolica e funzionale. Si parte la mattina con le scuole medie, “luogo naturale” per fare educazione; la sera un primo convegno al Teatro del Costone, richiamando l’idea dell’oratorio come fucina di talenti e comunità. Sabato mattina Piazza San Francesco diventa campo aperto con attività gratuite per tutti: bastano un paio di scarpe da ginnastica per giocare, sperimentare e, perché no, tornare a casa con un ginocchio sbucciato. La sera, secondo momento di confronto agli Orti del Tolomei, nel cuore di una contrada cittadina, altro luogo simbolo del gioco all’aperto.

«Accogliamo tutti. Si giocherà, ci saranno partitelle improvvisate, si parlerà. Muoversi e dialogare: queste cose vanno anche spiegate».

La città come palestra di comunità

Per Bernini, riportare il gioco in strada significa anche far vivere il centro storico oltre le traiettorie del turismo mordi e fuggi, restituendo a piazze e rioni la loro funzione sociale.

«Siena è viva, ma il rischio del turismo di massa è che alcune zone perdano vita di comunità. Il gioco in strada è un modo per riappropriarsene, insieme».

Impegno personale e riconoscenza

Gastaldello lega l’iniziativa a una convinzione profonda: prima dei calciatori, le persone. E a un debito di gratitudine verso Siena, da cui è partita la sua carriera in Serie A.

«Siamo esseri umani prima che sportivi. Quello che faccio lo faccio con il cuore, perché credo nella trasmissione dei valori. E per riconoscenza a Siena: se ho giocato tanti anni in Serie A, lo devo anche a questa città».

Il messaggio finale

«Riportiamo il gioco tra le persone. Con poco, all’aria aperta, si impara moltissimo: movimento, rispetto, amicizia. È tempo di rimettere quei valori al centro».



Articoli correlati