Il possibile trasferimento dell’autostazione dei bus di Firenze da via Santa Caterina all’area di Vittorio Veneto approda in Consiglio comunale a Siena. Durante la seduta di ieri, giovedì 21 maggio, il vicesindaco e assessore alla mobilità Michele Capitani ha risposto all’interrogazione presentata dai consiglieri Lorenza Bondi e Marco Falorni del gruppo Forza Italia-Udc-Nuovo Psi.
Al centro del dibattito la procedura avviata da Autolinee Toscane per ottenere dalla Regione Toscana l’autorizzazione alla vendita dell’immobile che oggi ospita l’autostazione fiorentina.
Capitani ha chiarito che la procedura di alienazione non è ancora partita perché è in corso l’istruttoria regionale prevista dal contratto di concessione del trasporto pubblico locale.
Il Comune di Siena, ha spiegato il vicesindaco, ha espresso formalmente contrarietà a un’autorizzazione immediata, ritenendo insufficiente la documentazione presentata da Autolinee Toscane sugli impatti della possibile dismissione.
Secondo l’amministrazione comunale, infatti, l’autostazione di via Santa Caterina rappresenta un punto strategico per i collegamenti tra la Toscana meridionale e Firenze, soprattutto per l’accesso diretto alla stazione di Santa Maria Novella.
Capitani ha sottolineato come il 68 per cento dei passeggeri scelga proprio quella fermata per scendere dai bus provenienti da Siena e dal sud della Toscana. Lo spostamento a Vittorio Veneto, secondo il Comune, costringerebbe invece gli utenti a utilizzare la tramvia T1 per raggiungere il centro cittadino e la stazione ferroviaria, creando disagi soprattutto ad anziani, lavoratori e turisti con bagagli.
Per questo Palazzo Pubblico ha chiesto ulteriori approfondimenti, tra cui indagini dirette sui passeggeri delle linee Siena-Firenze e una verifica più accurata dei tempi di percorrenza e della capacità della tramvia di assorbire i flussi nelle ore di punta.
Il Comune di Siena ha inoltre proposto una fase sperimentale di almeno tre-sei mesi prima di qualsiasi decisione definitiva sulla vendita dell’immobile. Durante questo periodo i bus verrebbero temporaneamente attestati a Vittorio Veneto, mantenendo però la proprietà dell’autostazione in capo ad Autolinee Toscane.
“Solo una sperimentazione reale – ha spiegato Capitani – può verificare se il nuovo hub sia davvero in grado di sostenere il traffico e se i disagi per l’utenza siano contenuti”.
Nella replica, la consigliera Lorenza Bondi si è detta soddisfatta della posizione assunta dal Comune.
“L’amministrazione si è attivata subito per evitare una decisione troppo frettolosa – ha dichiarato – e per tutelare i cittadini che ogni giorno utilizzano questi collegamenti”.
Bondi ha inoltre sottolineato che il trasporto pubblico non può essere valutato soltanto dal punto di vista economico, ricordando che eventuali disagi per i pendolari ricadrebbero sulla responsabilità politica della Regione Toscana qualora decidesse di autorizzare comunque l’operazione.