Stop forzato anche per equitazione e ippica

I cavalli del Palio non si fermano e proseguono gli allenamenti

Anche il mondo dei cavalli si ferma. Niente gare di equitazione, niente corse in ippodromo e in provincia. Ma i cavalli non sono motorini che puoi lasciare in garage e poi tirarli fuori girare la chiave e ripartire come se niente fosse. I cavalli sono vivi e hanno bisogno di essere accuditi e come si dice in gergo “mossi”. Questi animali che a Siena amiamo tanto, non possono vivere chiusi in un box giorni e giorni, perché è contro la loro natura e potrebbero incorrere in coliche e laminiti, che possono essere letali per gli animali. Nei centri ippici dove di solito non ci sono paddock dove mettere i cavalli al prato, si cerca di muoverli alla corda qualche minuto al giorno o di usare la giostra, (sorta di tondino meccanico ndr).

Tutto questo con grande dispendio di energie per i gestori dei centri sportivi perché i proprietari non possono andare per decreto ministeriale ad accudire direttamente il proprio cavallo. Così al centro Casa Bassa dove solo cavalieri e amazzoni di interesse federale possono continuare ad allenarsi,Guido e Alessandra Franchi. Mentre è vietato montare a cavallo per il resto dei tesserati della Fise per motivi assicurativi. Al centro ippico Il Cannuccio, Massimo Bencini e la figlia Claudia, sono gli unici che possono prendersi cura dei cavalli e nessuno può montare. Ferma quindi la fortissima sqaudra di Endurance senese. La Federazione Italiana Sport Equestri ha infatti disposto per tutti uno stop forzato: non si può montare a cavallo, in caso di cadute infatti sarebbe un problema poter accedere alle cure ospedaliere in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo. Un po’ meglio va in quelle scuderie dove ci sono anche grandi recinti dove i cavalli possono trascorre parte o l’intera giornata. Diverso il discorso per i cavalli da corsa o da Palio. Anche se al momento è tutto sospeso, i cavalli da prestazione sportiva vengono tenuti sotto allenamento leggero in attesa di capire se qualcosa si sbloccherà. Nella scuderia di Brigante al secolo Carlo Sanna, regna il silenzio delle crete senesi, rotto solo dal suono delle campanelle delle greggi di pecore che pascolano nelle vicinanze.

“Lavoriamo come al solito – ci spiega il fantino del Palio – anche se non ci sono corse, non possiamo tenere i cavalli fermi. Lavoriamo ogni mattina con la speranza che si possa presto tornare a fare il nostro lavoro sulle piste”. Le scuole sono chiuse e i due bambini di casa Sanna, danno una mano in quello che possono e montano i loro pony. “Penso spesso ai miei che sono a Sindìa in Sardegna – prosegue Carlo Sanna – non possono venire in continente e noi non possiamo andare da loro. Ci sentiamo ogni giorno per telefono”.

Per fortuna gli alimenti per animali continuano ad essere sul mercato, fieno e mangimi si trovano ancora. I medici veterinari cercano di ridurre alle sole urgenze i movimenti. Insomma un intero comparto con un grande indotto, va ad aggiungersi alla lunga lista delle sofferenze dell’economia del nostro paese.

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