Siena, caos agende alla Clinica Rugani: 18 risonanze rinviate per un errore del software

L'assessore Giordano risponde in Consiglio comunale sul guasto del software che ha causato il disservizio ad agosto. Fratelli d'Italia attacca l'Asl: "Scaricano le colpe sui cittadini e sui sistemi informatici"

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“Sono in corso le verifiche sulle cause tecniche dell’anomalia e saranno ulteriormente rafforzati i controlli sulla configurazione delle agende, sui periodi di apertura delle strutture e sui sistemi informatici deputati a impedire l’inserimento di appuntamenti nelle giornate di chiusura. Chiederemo un aggiornamento su questa situazione”. Così l’assessore alla sanità e diritto alla salute del Comune di Siena, Giuseppe Giordano, ha risposto all’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, dal consigliere Enzo De Risi del gruppo Fratelli d’Italia sulla gestione delle liste di attesa della Asl Toscana Sud Est e sulla riprogrammazione delle prestazioni diagnostiche.

“Per il contenuto dell’interrogazione – ha spiegato Giordano – si è reso necessario chiedere informazioni alla direzione dell’azienda USL Toscana Sud Est. L’evento oggetto dell’interrogazione riguarda la clinica ‘Rugani’ e, in particolare, alcune prestazioni di risonanza magnetica inizialmente programmate per il 1 agosto 2026. La riprogrammazione si è resa necessaria a seguito di un’anomalia del software di gestione delle agende, che aveva consentito l’inserimento di appuntamenti in una giornata nella quale la struttura risultava chiusa. Si è quindi reso necessario intervenire tempestivamente per correggere le prenotazioni generate dal sistema e ricollocare le prestazioni interessate. Gli utenti coinvolti sono stati complessivamente diciotto, di cui quattordici con classe di priorità D e quattro nella classe B. Nella riprogrammazione è stata mantenuta la distinzione prevista dalle diverse classi di priorità, assicurando ai pazienti in classe B appuntamenti più ravvicinati rispetto a quelli proposti agli utenti in classe D. Il recupero delle prestazioni è stato organizzato nel mese di agosto, periodo nel quale la disponibilità di sedute è fisiologicamente ridotta. Tale circostanza, pur non essendo alla base dell’accaduto, ha reso più complessa la ricollocazione immediata di tutti gli appuntamenti”.

“La direzione aziendale – ha proseguito Giordano – ha evidenziato che le date inizialmente comunicate agli utenti non avevano carattere inderogabile e che nei casi in cui sono state rappresentate esigenze diverse o la necessità di anticipare la prestazione, gli utenti sono stati nuovamente ricontattati e, compatibilmente con le disponibilità e con la relativa classe di priorità, è stata individuata una soluzione alternativa. Alcuni pazienti hanno usufruito di tale possibilità. Con riferimento, in particolare, all’appuntamento delle ore 8:30, la prestazione è stata riprogrammata, sempre presso la Clinica Rugani, per il 25 settembre 2026. Nel corso del contatto telefonico non è stata rappresentata dal paziente la necessità di anticipare l’appuntamento né la richiesta di effettuare l’esame presso un’altra struttura; è stata pertanto confermata la prima disponibilità individuata”.

“La ricostruzione dell’evento – ha concluso – evidenzia, per fortuna, una situazione circoscritta, determinata da un’anomalia, che non dovrebbe comunque accadere, nella gestione informatica dell’agenda e non riconducibile a una modifica ordinaria o generalizzata delle modalità di gestione delle liste d’attesa. Le riprogrammazioni sono state effettuate tenendo conto delle priorità cliniche e delle esigenze espresse dagli utenti. L’azienda è tuttavia consapevole del disagio che tale situazione ha determinato per i cittadini interessati e considera importante le sollecitazioni, che sono utili per intervenire affinché eventi analoghi non si ripetano”.

Il consigliere Enzo De Risi (Fdi), ha replicato: “Ringrazio l’assessore, mi definisco meravigliato del fatto che dalla risposta fornita dalla Asl, la colpa dell’accaduto sia del software o del paziente, non dell’azienda. Circa due mesi fa in Commissione consiliare abbiamo convocato Asl e Azienda ospedaliera sulle liste di attesa. Anche in quel caso non è venuto fuori alcuna responsabilità sulla gestione delle liste di attesa. E’ sempre colpa degli altri, finché non si ragiona in maniera diversa non si otterrà niente. Non è compito del cittadino interessarsi, dietro ogni richiesta ci sono persone che aspettano. La Asl dovrebbe inoltre spiegare perché, nello specifico, alcuni utenti siano stati accontentati e altri no. Spero in un cambio di passo con il nuovo direttore generale, ma le premesse non sono buone: come ci insegna la Fenice di Venezia se cambi il direttore ma non cambiano i suonatori, la musica non cambia. Concludo con una domanda: se esistesse una legge che imponesse all’Asl di rivalersi sull’operatore che non si accorge di un disguido e quindi obbligasse a rimborsare direttamente un cittadino costretto a rivolgersi a una struttura privata, cosa accadrebbe?”.



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