Domani alle 19 la Note di Siena Mens Sana scenderà in campo a Lucca per gara 1 della finale playoff di Serie B Interregionale. La sfida tra le due squadre che hanno chiuso al primo e al secondo posto la stagione regolare sarà trasmessa in diretta esclusiva su Siena Tv, canale 91 del digitale terrestre, e in streaming su www.radiosienatv.it.
Alla vigilia della partita, coach Federico Vecchi ha fatto il punto sul momento della squadra e sulle aspettative per la serie che vale la promozione.
Coach, che settimana è stata in vista di gara 1?
“La settimana è stata positiva, nel senso che la squadra è molto focalizzata. C’è un buon livello di energia e c’è il gusto di prepararsi per una sfida speciale che aspettavamo da tanto tempo. È una bella soddisfazione averla raggiunta. Adesso ci stiamo preparando al meglio per affrontarla nella maniera ottimale”.
I precedenti della stagione regolare hanno detto una vittoria per parte. Che indicazioni vi hanno lasciato?
“Da un certo punto di vista hanno dimostrato l’equilibrio che c’è fra le due squadre e anche un po’ nel campionato. Dall’altro è passato molto tempo e non è detto che siano indicative. Adesso si arriva in una fase diversa dell’anno, alla fine di un lungo percorso per entrambe le squadre, quindi può darsi che siano partite molto diverse rispetto a quelle della stagione regolare.
Probabilmente saranno sfide decise dai dettagli e anche dalle percentuali. In queste partite può capitare che una delle due squadre trovi un momento in cui riesce a segnare qualche canestro in più, magari anche difficile, grazie a qualche giocatore che si accende, e questo può fare veramente la differenza.
Siamo tutti molto curiosi di giocarle, con la giusta gioia e la giusta energia di chi sa che potrà disputare una serie molto bella, probabilmente con una bellissima cornice di pubblico. Mi auguro che, sia dal punto di vista tecnico che dell’ambiente, questa finale possa rappresentare per la Serie B Interregionale qualcosa da palcoscenici di livello superiore”.
All’ultimo sprint della stagione quanto contano le energie mentali?
“Forse contano di più quelle fisiche. A fine anno tutte le squadre hanno giocatori in condizioni diverse: c’è chi ha qualche acciacco e gioca un po’ limitato, chi è più fresco e chi magari è più stanco perché ha tirato la carretta per tutta la stagione. Ma questo vale per tutti.
A livello di energie nervose, giocare una finale in questo contesto credo sia un doping emotivo. La carica non mancherà sicuramente. Può esserci un po’ di stanchezza, ma credo più fisica che mentale”.
Come arriva la Mens Sana dal punto di vista fisico?
“Stiamo abbastanza bene, pur con quell’eterogeneità che è fisiologica in questo momento della stagione. Durante l’anno abbiamo dovuto convivere con qualche acciacco e giocare con assetti diversi. Da questo punto di vista, però, è diventata una ricchezza, perché ci ha permesso di scoprire risorse tecniche ed emotive all’interno della squadra e di essere un po’ più camaleontici”.
Se le avessero detto, al momento della firma con la Mens Sana, che avrebbe giocato la finale playoff, ci avrebbe creduto?
“Ti rispondo sinceramente: sì. Quando ho parlato con la società avevamo concordato di provare a fare il massimo per rendere la squadra competitiva, prendendoci anche dei rischi, compresi quelli legati al modo di giocare. L’obiettivo era provare a fare qualcosa di speciale, quindi come sogno e come intenzione sì.
Se invece la guardo in maniera più oggettiva, da osservatore, è chiaro che si tratta di un risultato per il quale avremmo firmato col sangue. Quindi la risposta è un po’ sì e un po’ no: dipende dal punto di vista con cui la si guarda”.