A #FuoriFuoco11 “La terra dell’abbastanza” film d’esordio dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo

La rassegna di cinema indipendente promossa da Visionaria e diretta da Franco Vigni propone film di giovani registi emergenti

Fuori Fuoco, la rassegna di  cinema indipendente promossa da Visionaria con la direzione artistica di Franco Vigni e realizzata in collaborazione con Comune di Castelnuovo Berardenga e la Polisportiva Vagliagli presenta “La terra dell’abbastanza” il film d’esordio dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo. Venerdì 9 agosto alle 21.15 sarà proiettato ad ingresso gratuito a a Vagliagli  nei Giardini del centro storico e preceduto dalla proiezione dei cortometraggi dell’archivio di Visionaria e da un gustoso aperitivo offerto dalla Polisportiva di Vagliagli.

“La terra dell’abbastanza” è una produzione molto interessante che ha guadagnato l’attenzione di pubblico e critica, perché racconta la vita dei giovani protagonisti, cresciuti nella periferia romana, che un fortuito drammatico evento iniziale conduce in un mondo malavitoso e squallido. Un film interpretato da Andrea Carpenzano, Matteo Olivetti, Milena Mancini, Max Tortora e Luca Zingaretti che ha una profonda tensione morale e uno sguardo che, andando oltre la descrizione del degradato paesaggio fisico e morale delle periferie dell’Italia contemporanea, si estende e si focalizza soprattutto sul valore dell’amicizia.

Una scelta che rispecchia la volontà del curatore della rassegna Franco Vigni di proporre produzioni fuori rotta, che hanno il coraggio di allontanarsi dai facili e collaudati schemi del cinema italiano, governato e contrassegnato dai criteri della popolarità nella navigazione di quel grande oceano che è la commedia italiana. “I giovani autori che abbiamo scelto sono stati capaci da un lato, di misurarsi con i maestri del passato e con quelli consacrati, e, dall’altro, di individuare nuove strade espressive a livello di linguaggio, strutture narrative, tensione civile: di aprire cioè squarci – in un involucro fatto di reiterazione di modelli consolidati, di uso e abuso del comico, di manieristica poeticità di “piacevolezza” e di fievole garbo – o quantomeno degli spiragli, delle aperture, degli sguardi non stereotipati verso insondati o non sufficientemente scrutati orizzonti tematici” ha spiegato Franco Vigni che ha curato questa undicesima edizione di Fuori Fuoco.