Le misure di adattamento ai cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle ondate di calore, sono state l’oggetto dell’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, dai consiglieri Giulia Mazzarelli, Anna Ferretti, Alessandro Masi, Gabriella Piccinni e Luca Micheli del gruppo Partito Democratico e Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile. Ha risposto l’assessore all’ambiente, alla transizione ecologica e alle politiche per la sostenibilità del Comune di Siena, Barbara Magi.
“Dal punto di vista della pianificazione – ha spiegato Magi – è in corso la redazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc), un documento programmatico con cui le amministrazioni comunali pianificano le azioni per ridurre le emissioni di gas serra e adattarsi ai cambiamenti climatici. Abbiamo dato un incarico a un professionista per la stesura, che avverrà ovviamente in collaborazione con i nostri uffici per il reperimento dei dati e con la Giunta tutta per la condivisione degli intenti e dei progetti. Come è noto, gli obiettivi principali del documento sono: la riduzione della CO2, con un taglio delle emissioni di almeno il 40 per cento entro il 2030; la neutralità carbonica, per arrivare a zero emissioni nette entro il 2050; aumentare l’efficienza energetica e l’uso di energia pulita da fonti rinnovabili; la resilienza climatica, preparando il territorio agli eventi climatici estremi. Il Piano nasce dall’adesione volontaria dei Comuni al Patto dei Sindaci. Il Comune di Siena ha aderito formalmente al Patto dei Sindaci per il clima e l’energia il 16 settembre 2021, tramite una delibera approvata dal Consiglio comunale. Le parti chiave sono due: la mitigazione, pianificando e adottando strategie per frenare il surriscaldamento globale agendo sui consumi e sui rifiuti; l’adattamento, studiando e mettendo in campo misure per proteggere la città da ondate di calore, alluvioni e siccità. Il documento nella sua stesura di base dovrebbe essere pronto per la fine dell’anno 2026 e, trattandosi di un elemento di pianificazione, rappresenterà il primo fondamentale passo di un percorso articolato e continuo”.
“Stante la situazione delle ultime stagioni estive e le rilevate ondate con temperature elevate – ha proseguito l’assessore – il Comune di Siena ha implementato, tramite gli strumenti vigenti e più recenti introdotti, una serie di strategie tese a incrementare e pianificare la realizzazione di vere e proprie infrastrutture verdi, e non semplici interventi di messa a dimora di alberature. Si è provveduto, nei limiti delle disponibilità, a realizzare alcune isole verdi costituite da numerose alberature, posizionate a occupare e valorizzare spazi erbosi, come ad esempio le aree di recente impianto nel parco Unità d’Italia, nella zona di via Simone Martini e di via delle Province, dove si è rilevata la possibilità di installare anche sistemi automatici di irrigazione. Si è inoltre provveduto ad arricchire di alberature l’area di sosta dell’ex Campino di San Prospero, sfruttando in questo caso l’acqua di scolmatura del bottino di Fontebranda per l’irrigazione. Con l’assunzione in servizio di un funzionario agronomo, è attualmente in fase di studio e valutazione la possibilità di individuare altre zone dove sia possibile la realizzazione di infrastrutture verdi, con messa a dimora di alberature destinate a costituire ‘rifugi climatici’ in occasione dei sempre più frequenti fenomeni estremi. Come noto, stiamo redigendo il Piano del verde (o, meglio, il Piano urbano della natura), siamo in piena fase partecipativa e di definizione, ferme restando le linee base. Particolare attenzione viene riservata allo studio e pianificazione di interventi tesi a valorizzare le acque di scolmatura dei Bottini che, come dice il termine, non vanno a influire sul flusso ordinario, ma cercano di valorizzare le aliquote destinate ad essere disperse in fognatura”.
“In tema di resilienza idrica – ha evidenziato l’assessore Barbara Magi – l’amministrazione comunale sta inoltre lavorando alla costruzione di nuove forme di collaborazione con il mondo della ricerca e dell’innovazione, con l’obiettivo di rafforzare la capacità del territorio di conoscere, anticipare e gestire i rischi connessi ai cambiamenti climatici. Tra le iniziative in fase di sviluppo rientra un progetto dedicato alla resilienza climatica e ambientale di Siena, orientato alla raccolta e integrazione di dati territoriali e alla loro trasformazione in strumenti utili alla programmazione e alle decisioni dell’amministrazione. Particolare attenzione sarà rivolta ai rischi idrici, agli eventi climatici estremi e alla vulnerabilità delle infrastrutture e del territorio, con l’ambizione di fare di Siena un contesto pilota per lo sviluppo di strumenti innovativi di prevenzione e pianificazione della resilienza”.
La consigliera Giulia Mazzarelli del gruppo Partito Democratico, che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Mi ritengo parzialmente soddisfatta. Emergono una serie di azioni che l’amministrazione intende portare avanti e che in parte sono già iniziate. Il lavoro sulla redazione del Paesc è fondamentale, e a questo dovrà necessariamente seguire un lavoro sistemico per far dialogare e rendere organiche le varie azioni con la pianificazione urbanistica in tutti i suoi ambiti e strumenti. All’interno dello strumento generale ci dovrà essere come linea d’indirizzo l’adattamento ai cambiamenti climatici, con una visione e una pianificazione più organica. I segnali inequivocabili dell’estate appena trascorsa, la più calda dal 1950 e probabilmente la prima di una serie in cui le giornate di caldo estremo saranno uguali o di più, ci impongono di delineare una strategia complessiva che vada oltre ai singoli interventi. C’è da investire sulle infrastrutture verdi, che rispondono alla necessità di avere più ombra e più vegetazione per mitigare il caldo; c’è da rendere il suolo più permeabile, non solo per attenuare gli effetti della calura, ma soprattutto per evitare conseguenze drammatiche in caso di eventi atmosferici estremi, come purtroppo abbiamo provato sulla nostra pelle con l’alluvione del 2024; c’è da adottare una strategia di gestione delle acque, con Siena che parte da una situazione critica anche solo nella raccolta delle acque piovane; c’è da organizzare il maggior numero possibile di rifugi climatici, nella direzione di creare spazi pubblici che possano essere in grado di affrontare queste situazioni di caldo estremo che saranno sempre più frequenti. Dobbiamo andare oltre. Porto ad esempio quanto fatto dall’amministrazione comunale di Reggio Emilia, che ha adottato una strategia complessiva di adattamento ai cambiamenti climatici, con obiettivi e misure concrete. Bene che Siena abbia iniziato a ragionare su questo, ma adesso è necessario mettere tutto a sistema e pianificare d’insieme”.