Banca Centro Toscana Umbria, Cantelli: "Il credito cooperativo è cambiato, ma il rapporto umano resta il nostro valore"

Dalla Fondazione Banca Centro al sostegno alle Contrade, Il vice direttore generale di Banca Centro Toscana Umbria a Buongiorno Palio

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Banca Centro Toscana Umbria è cresciuta, si è trasformata, ha ampliato i propri confini e oggi opera con settanta filiali tra Toscana e Umbria. Ma, anche dentro una storia fatta di fusioni e cambiamenti, il punto fermo resta lo stesso: mantenere alta la relazione con i territori.
Lo ha raccontato a Buongiorno Palio, su Siena Tv, a cura di Simona Sassetti, Lorenzo Cantelli, vice direttore generale di Banca Centro Toscana Umbria e segretario della Fondazione Banca Centro Toscana Umbria, intervenuto nella trasmissione per parlare di economia, comunità, progetti culturali e futuro del credito cooperativo.

“La banca è cambiata, ma la relazione con i territori resta centrale”

“La banca ha attraversato venti anni di mutazione. Abbiamo fatto una fusione ogni 18-24 mesi, sono cambiate le dimensioni e oggi operiamo con settanta filiali in Toscana e Umbria”, ha spiegato Cantelli. Una crescita importante, che non ha però cancellato la natura originaria dell’istituto.

“Il grande lavoro che abbiamo fatto in questi anni, soprattutto al nostro interno, è stato mantenere alta la relazione con i territori”.
Nel Senese, Banca Centro conta quattro filiali in città e oltre venti in provincia. Una presenza che rende il territorio non soltanto un mercato di riferimento, ma una parte viva dell’identità della banca.

Famiglie e imprese: “Servono risposte personalizzate”

Cantelli ha descritto un contesto economico complesso, segnato dalle conseguenze della pandemia, dalle guerre e dalle trasformazioni internazionali, ma anche da bisogni molto concreti.
“Le famiglie devono salvaguardare il potere d’acquisto. Per le aziende, invece, quello che ci viene chiesto è di essere partner strategici, dando risposte sempre più personalizzate e professionali”.
Da qui la trasformazione organizzativa della banca, che accanto alle filiali ha sviluppato figure specialistiche nei settori corporate, private, retail e bancassicurazione.
“Le persone oggi si aspettano risposte professionali”, ha sottolineato.

Il legame con Siena e le Contrade

Parlando del rapporto con Siena, Cantelli ha ricordato il sostegno di Banca Centro al mondo contradaiolo e alle iniziative culturali legate al Palio.
“Facciamo banca, quindi abbiamo realizzato anche operazioni importanti con le Contrade, ma le sosteniamo anche attraverso contributi e sponsorizzazioni in ambito culturale e sportivo”.

Tra i progetti più significativi ha citato “Scatti in Campo”, la pubblicazione promossa dal Consorzio per la Tutela del Palio.
“È un’iniziativa che seguiamo fin dalla prima edizione e alla quale teniamo molto, perché racchiude attraverso le immagini la nostra Festa. Non si è fermata nemmeno durante il Covid e oggi trova spazio nelle librerie dei senesi”.

Fondazione Banca Centro: cultura, territori e Villa Ortenza

Cantelli ha poi indossato, come ha detto lui stesso, “il cappello” di segretario della Fondazione Banca Centro Toscana Umbria.
La Fondazione, nata lo scorso anno, rappresenta una delle novità più significative per l’istituto.
“È un’identità che abbiamo ricevuto da una delle ultime fusioni, quella con Vival Banca. Ci siamo concentrati inizialmente sul completamento dei lavori di ristrutturazione di Villa Ortenza, che ospiterà Montecatini Museo con le importanti opere della Fondazione”.
La Fondazione opererà in Toscana e Umbria, con rapporti istituzionali avviati a livello regionale e locale. Siena è già stata protagonista della prima edizione di “Cultura al Centro”, il progetto che offre a famiglie e bambini la possibilità di scoprire le bellezze dei territori.
“Siena è stata presente nella prima edizione, sarà presente anche nella seconda in autunno e probabilmente anche negli anni successivi. Ci sono talmente tante cose da vedere che sarà sicuramente protagonista anche in futuro”.

Il credito cooperativo tra memoria e futuro

Guardando avanti, Cantelli ha parlato del cambiamento del credito cooperativo, partendo dalla propria esperienza personale.
“Quest’anno sono trent’anni che lavoro nel credito cooperativo. Il credito cooperativo di oggi è diverso da quello di trent’anni fa. Io lo chiamo il credito cooperativo romantico: quando sono entrato stavamo aprendo la quarta filiale ed eravamo circa settanta dipendenti. Oggi abbiamo settanta filiali e circa cinquecento dipendenti”.
Una trasformazione profonda, nella quale però alcuni valori sono rimasti intatti.
“Quello che è rimasto uguale è la relazione e la vicinanza alle famiglie, alle imprese e ai territori. Siamo in una fase di consolidamento dopo le fusioni, ma anche di forti investimenti per il futuro”. Tra questi, anche nuove assunzioni.
“La sfida più grande sarà tramandare questi valori alle persone che entrano a far parte della nostra famiglia”.

Intelligenza artificiale e rapporto umano

Nella parte finale dell’intervista, Cantelli ha affrontato il tema dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale.
“È cambiato anche il modo di interfacciarsi con la banca. Oggi circa il 90% delle operazioni viene fatto in maniera automatica. Questo ci obbliga a investire anche sull’intelligenza artificiale, che sta cambiando molto velocemente il nostro lavoro e quello di tante imprese”.
Ma per Cantelli la tecnologia non potrà sostituire la relazione.
“Non c’è intelligenza artificiale che tenga quando si fanno le scelte importanti, personali o professionali. La relazione, la conoscenza e il rapporto umano hanno ancora oggi un valore e lo avranno anche nel futuro prossimo”.



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