Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, chiusa la 51ª edizione: successo di pubblico e applausi per il progetto dedicato a Gaza

Cresce il pubblico: più 8% di presenze nell’edizione con 42 spettacoli e 22 première

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Si è chiusa con una Piazza Grande gremita e calorosa la 51ª edizione del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, confermando ancora una volta il ruolo della manifestazione come uno dei principali appuntamenti culturali dell’estate toscana. Per diciassette giorni, dal 17 luglio al 2 agosto, Montepulciano e altri sette centri della Valdichiana Senese hanno ospitato 42 spettacoli tra musica, teatro, danza e performance, con 24 prime assolute e un incremento dell’8% delle presenze rispetto all’edizione precedente.

L’edizione 2026, dedicata al centenario del fondatore Hans Werner Henze, ha saputo coniugare grande repertorio, sperimentazione artistica e attenzione ai temi del presente, registrando il tutto esaurito nella quasi totalità degli appuntamenti e attirando l’interesse della critica nazionale e internazionale.

A suggellare il successo del festival è stato il concerto finale in Piazza Grande, tra il Duomo e il Palazzo Comunale, dove il pubblico ha accolto con entusiasmo l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Alessandro Bonato e la direttrice artistica Mariangela Vacatello al pianoforte. Al centro della serata il celebre Concerto per pianoforte n. 2 di Sergej Rachmaninov, affiancato dalle sinfonie e ouverture di Verdi e Rossini che hanno chiuso il festival con un omaggio alla grande tradizione musicale italiana.
Tra gli appuntamenti più significativi dell’intera manifestazione spicca però quello di venerdì scorso, 31 luglio, al Teatro Poliziano. “Alfabeti Universali” ha rappresentato uno dei momenti più intensi e partecipati del Cantiere, intrecciando arte, attualità e impegno civile. Il progetto ha unito le musiche originali del compositore Fabio Massimo Capogrosso, vincitore di David di Donatello e Nastro d’Argento per la colonna sonora del film Primavera, ai testi del giovane poeta palestinese Haidar al-Ghazali, una delle voci emergenti più autorevoli nel racconto del dramma vissuto dalla popolazione di Gaza.

La presenza dello stesso al-Ghazali sul palco ha reso l’evento particolarmente toccante. Le sue parole, accompagnate dalle nuove composizioni musicali, hanno dato vita a una riflessione artistica sui conflitti contemporanei e sulle conseguenze umane della guerra. A eseguire il progetto sono state le formazioni dell’Istituto di Musica “Hans Werner Henze”, l’Orchestra Poliziana, la Corale Poliziana e il Gruppo Corale Le Grazie, dirette da Alessio Tiezzi.

Lungo e caloroso l’applauso finale del pubblico, che ha salutato uno spettacolo capace di creare un ponte ideale tra Montepulciano e Gaza, confermando la vocazione del Cantiere a utilizzare il linguaggio universale della musica e dell’arte come strumento di dialogo, testimonianza e vicinanza ai grandi temi del nostro tempo.

Il successo di “Alfabeti Universali” ha rappresentato in modo emblematico lo spirito dell’edizione 2026: un festival capace di guardare al futuro senza rinunciare alla propria identità, affiancando il repertorio classico alla ricerca contemporanea e alla riflessione civile. Un percorso che, nel segno dell’eredità di Hans Werner Henze, continua a fare del Cantiere Internazionale d’Arte un laboratorio culturale unico nel panorama italiano.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



Articoli correlati