Dopo la conclusione del congresso provinciale del Partito Democratico senese e l’elezione di Nico Bartalini alla guida della federazione con oltre l’80% dei consensi, arriva il riconoscimento ufficiale della vittoria da parte dello sfidante Giacomo Bassi. Ma insieme alle congratulazioni non mancano riflessioni critiche sulla fase congressuale appena conclusa e sul futuro assetto del partito.
In una nota diffusa all’indomani del voto, Bassi ha fatto gli auguri di buon lavoro al nuovo segretario provinciale, sottolineando però la soddisfazione della sua area politica per un risultato che sfiora il 20% dei consensi.
“Abbiamo immediatamente fatto le nostre felicitazioni a Nico Bartalini – scrive Bassi – e siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto dalla mozione Radici per il Futuro”. Un consenso che, secondo l’ex sindaco di San Gimignano, assume un valore particolare considerando “lo schieramento di forze impari che sosteneva Bartalini. Noi – prosegue -, senza ruoli di potere, senza visibilità locale e senza nemmeno gli elenchi degli iscritti, abbiamo comunque fatto il massimo, forti delle nostre idee e del nostro spirito di volontariato”.
Bassi rivendica il lavoro svolto durante la campagna congressuale, definendola una “buona battaglia” portata avanti con l’obiettivo di “ridare forza e dignità al Pd”, ma coglie anche l’occasione per tornare a criticare il funzionamento dei congressi democratici. Infatti secondo il candidato sconfitto anche questa volta il congresso si sarebbe trasformato più in una conta che in un reale momento di confronto politico. “Quello che si chiama congresso si è troppo spesso risolto in un votificio – afferma -, con l’aggravante che la partecipazione si è attestata poco sopra il 50 % degli iscritti e che il dibattito nelle assemblee sia stato limitato. Molti hanno avuto la sensazione che pochi avessero realmente letto e approfondito le due mozioni in campo. È una modalità che molti giudicano avvilente“.
Da qui la richiesta di una revisione profonda delle regole congressuali. “Credo che si debba cambiare radicalmente modello di effettuazione dei congressi, oggi poco funzionali alla partecipazione”.
Lo sguardo è però già rivolto al futuro, Bassi annuncia che il gruppo di delegati eletti nella lista “Radici per il Futuro” seguirà con attenzione le prime mosse della nuova segreteria. Un passaggio nel quale torna anche il tema dell’unità interna, al centro del confronto delle ultime settimane.
“Più volte Bartalini ha parlato di inclusione, condivisione e unitarietà – osserva Bassi – ma noi abbiamo perseguito fin dal primo minuto un accordo per un congresso unitario e per due volte ci è stata chiusa la porta in faccia”.
Pur ribadendo che la propria area non è interessata a logiche personalistiche, l’ex sindaco chiede che venga riconosciuto il peso politico emerso dalle urne interne. “Adesso che siamo portatori di una rappresentanza chiediamo di concorrere al rilancio del partito, potendo contare su spazi di agibilità politica e sulla possibilità concreta di incidere sulla rinascita del Pd nel rapporto con la società senese”.
Nel finale del documento arriva anche un richiamo ai vertici nazionali del partito. Bassi indica nell’intesa tra Elly Schlein e Stefano Bonaccini un modello da seguire anche a livello locale e avverte: “Vedremo se prevarrà lo spirito unitario oppure un atteggiamento di autosufficienza che storicamente ha fatto male al centrosinistra. Ripetere gli errori del passato produrrebbe esiti elettorali negativi nei nostri territori”.
La stagione congressuale si chiude quindi con una netta affermazione di Bartalini, ma anche con un’opposizione interna che, pur minoritaria, rivendica un ruolo politico e chiede di essere coinvolta nel percorso di rilancio del Partito Democratico senese. Le prime scelte del nuovo segretario, a partire dalla composizione della squadra che lo affiancherà, saranno il primo banco di prova per verificare se alle parole sull’unità seguiranno fatti concreti.