Delitto della tassista, negativi gli esami del dna. Ma le indagini non si fermano

Non c'è compatibilità con i due indagati. La Procura di Siena va avanti e vaglia altre piste

Delitto della tassista a Castellina in Chianti, non c’è nessuna compatibilità tra il dna dei due nuovi indagati e quello trovato sotto le unghie della vittima: lo ha stabilito l’esame genetico, risultato negativo, cui sono stati sottoposti, alcune settimane fa, due soggetti della provincia di Siena, indagati come atto dovuto dalla Procura di Siena per omicidio aggravato e rapina. Le recenti tecnologie in campo scientifico avevano permesso ai carabinieri del Ris di analizzare più compiutamente i campioni di Dna conservati da tempo dalla medicina legale di Siena, portando gli inquirenti a mettere sotto le luci dei riflettori alcuni personaggi finora mai finiti al centro dell’attenzione, che a questo punto possono dirsi scagionati da ogni accusa e sospetto. Ennesima doccia fredda per la famiglia di Alessandra Vanni, che aspetta vanamente da 23 anni di conoscere la verità sul misterioso assassinio.

L’inchiesta, in ogni caso, non si ferma qui. Come confermato dal Procuratore Capo della Repubblica di Siena, Salvatore Vitello, gli accertamenti proseguiranno battendo altre piste. Gli investigatori vagliano infatti ulteriori profili e altre circostanze fattuali, con l’obiettivo di trovare una volta per tutte il bandolo di una matassa che si fa sempre più intricata. Non è escluso quindi che nuovi sospettati possano finire presto nel “mirino” dei magistrati.

C.C