Gli abitanti contro Un Tubo: “No alla musica dopo mezzanotte”

Un Tubo ha deciso di chiudere, tanti lo sostengono, i residenti lo accusano

Un Tubo chiude. Dopo la chiusura di tre giorni disposta come sanzione dall’autorità comunale, i titolari del locale hanno deciso di far basta con un’ultima serata speciale. E sui social si è scatenata la protesta di tantissimi, senesi e non, che vedono in questa obbligata chiusura una perdita per tutta la città.

Dal canto loro i residenti della zona si sono uniti in un comitato che ha inviato il seguente comunicato:

La salute degli abitanti e dei residenti può, non contrastare, con la buona musica,  con una città che vorremmo sempre più bella e più accogliente, una bellezza e una accoglienza che consenta ai suoi residenti e ai suoi abitanti una sana vivibilità. Crediamo, però, necessario intendersi sul significato della parola vivibilità. Per noi vuol dire fare comunità in luoghi a misura di persona, rispettare, quindi, la salute degli abitanti e dei residenti, rispettare l’ambiente e l’igiene urbano. E’ la mancanza di questo rispetto che ci ha costretto a presentare due esposti al Sindaco di Siena il 9 febbraio e il 20 dicembre 2015 rimarcando il limite della insopportabilità dei  disagi derivanti dagli effetti acustici, dagli schiamazzi, dagli effetti igienici e della sicurezza. Abbiamo posto i problemi con spirito costruttivo verso le istituzioni, i commercianti, gli esercenti, esigendo soltanto il rispetto delle regole.

A suo tempo sul sito internet  Un Tubo scrisse: “Un Tubo nasce per la voglia e la presunzione di rendere la vita migliore…un luogo di eccellenza, di benessere per l’anima dove ognuno dei sensi possa essere allenato ed appagato, dove le certezze si possono infrangere e dove le incertezze possono divenire ideali…un luogo sacro per il vino, uno spazio dove godere di grande musica….uno spazio dove il suono degli strumenti acustici verrà percepito al meglio in ogni punto della sala”…

Peccato che questo luogo di benessere per l’anima di chi frequenta Un Tubo; sia diventato luogo dove  non c’è “incertezza” che diventa “ideale” ma il suono assordante che si sviluppa in alto, in mancanza di una insonorizzazione completa, rendendo impossibile il riposo, il sonno di coloro che abitano vicino al locale rendendo vana la parola “eccellenza”. Sempre nell’ottica di un dovere di cronaca corretto è doveroso precisare che l’estensore dell’articolo comparso il 24-3 u.s. su RadioSienaTV.it non riferisce che prima che presentassimo il nostro esposto c’era stato, come si usa fare tra persone corrette, un colloquio con il proprietario del Tubo per trovare un accordo (ndr: e come potevamo saperlo se mai questo comitato aveva dato notizie di sè fino ad oggi?). Successivamente, visti i risultati, su invito dei residenti, il proprietario varie volte è intervenuto nottetempo presso le loro abitazioni per constatare gli effetti che la musica del suo locale produce negli appartamenti circostanti, nell’occasione gli fu fatto presente che la morfologia del sottosuolo ove sono presenti numerosi pozzi di butto e cunicoli dei bottini, favorisce la diffusione del suono fino ai piani più alti. Dopo tali sopralluoghi fece fare anche i rilievi dai propri tecnici di fiducia. Purtroppo però ha concluso dicendo che non poteva insonorizzare perché altrimenti si rovinava la bellezza dell’ambiente..…e che le spese erano molto elevate.

Per noi, residenti ed abitanti delle Logge del Papa, di Via del Porrione, Via Pantaneto e dintorni, la certezza dello stato di benessere  dell’essere umano è l’idea stessa della condivisione del vivere uno spazio urbano in un patto di solidarietà tra generi e generazioni, famiglie e società. Per questo abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere che non sia fatta musica oltre la mezzanotte, massimo fino all’una e con le dovute insonorizzazioni; che gli avventori dei locali non  affollino le vie con schiamazzi fino alle 3-4 di notte  rendendo impossibile il riposo con forti disagi per la  salute di tutti e in modo particolare per chi si alza presto per andare a lavorare; che i controlli siano effettuati dalla Polizia Municpale, la Polizia di Stato, i Carabinieri in coordinamento tra loro; che siano costruiti percorsi di condivisione  con il Comune, le Università, le Associazioni di volontariato, di categoria  per  la “rivitalizzazione, la cura e il decoro del centro storico, cuore pulsante di Siena smart city” , come ha suo tempo ha detto giustamente il Vice Sindaco Mancuso.

Continuare a chiedere tutto questo non significa demonizzare la presenza di attività economiche nel centro storico, ma assumersi la responsabilità della vita sociale, politica e culturale della città. Una città fatta di donne e uomini, di giovani e meno giovani che possano vivere la quotidianità del lavoro, dello studio, della cultura amando gli spazi ambientali, le vie, le piazze, le strade i vicoli della loro città, con senso di responsabilità e condivisione”.

Comitato residenti firmatari degli esposti del 9 febbraio e 20 dicembre 2015

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