La “Siena che fu” rivive nella Contrada della Lupa: un viaggio fotografico attraverso due secoli di città

Il priore Giacomo Sensi: “La memoria ci aiuta anche a capire il futuro”

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Un viaggio nel tempo attraverso le immagini per riscoprire una Siena diversa da quella che conosciamo oggi, osservare come sono cambiati i suoi rioni e riflettere sul rapporto tra memoria, bellezza e trasformazione della città. È stato questo il filo conduttore della conferenza “Siena che fu – viaggio fotografico nei cambiamenti della città”, tenuta da Luca Luchini nel Salone della Società Romolo e Remo della Contrada della Lupa.

Una presentazione che ha accompagnato il pubblico tra fotografie e documenti capaci di riportare alla luce il volto della città tra Ottocento e primi del Novecento, mostrando angoli, edifici e scorci profondamente modificati nel corso del tempo. Un racconto che non si è limitato alla nostalgia per una Siena del passato, ma che ha cercato di offrire una chiave di lettura sul presente.

“È stata una bella conferenza tenuta da Luca Luchini – racconta il priore della Contrada della Lupa Giacomo Sensi – l’abbiamo impostata come un viaggio nel tempo attraverso i vari rioni, perché i rioni alla fine sono il cuore pulsante delle Contrade e ci piaceva far vedere la trasformazione negli ultimi due secoli”.

Strade, piazze e palazzi raccontano cambiamenti urbanistici e sociali, ma anche un modo differente di vivere e abitare Siena.

“L’effetto è bellissimo – sottolinea Sensi – poi il mondo delle Contrade è basato sulla memoria e credo che ripercorrere quello che sono stati i nostri rioni ci può servire anche per capire meglio il futuro e trovare delle soluzioni per la gestione della città”.

Ed è proprio il rapporto tra passato e presente uno degli elementi centrali del lavoro di Luchini. La “Siena che fu” non è infatti soltanto una raccolta di fotografie storiche, ma un’occasione per confrontare ciò che era con ciò che oggi è diventato quotidiano, spesso senza più percepirne le trasformazioni.

“Volevo fare un buon omaggio a tutti i rioni, facendo vedere come sono cambiati, come si è modificata la città – spiega Luchini – che noi viviamo quotidianamente ma non ci rendiamo conto di quello che realmente era”.

Un lavoro costruito attraverso anni di ricerca e di studio, condensato per l’occasione in una conferenza pensata anche come momento di condivisione con le altre Contrade. “Avendo fatto tutti i libri che ho fatto e queste cose le ho studiate, le ho trovate, oggi era solamente un riassunto per passare un’oretta tutti insieme e spero piacevolmente”, racconta lo scrittore.

Tra le immagini proposte, alcune hanno suscitato particolare curiosità e meraviglia. A colpire maggiormente l’immaginazione è stata soprattutto l’ultima fotografia mostrata durante la conferenza, quella dedicata alle torri di Siena: “Forse l’ultima ha colpito di più, quella con le torri – spiega Luchini –, perché ho già sentito altre persone che hanno detto: ‘A me non piaceva’ o ‘Sarebbe stata bella con tutte le torri tipo San Gimignano’. Forse è stata quella che ha più colpito la fantasia di tutti”.

La “Siena che fu”, insomma, non è soltanto quella delle fotografie d’epoca. È anche la Siena che continua a cambiare e che, attraverso la memoria dei suoi rioni e delle sue Contrade, può provare a interrogarsi sul proprio futuro.



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