Luca Rossi: "Il PD di Siena ritrovi il confronto e un patto città‑provincia"

Congresso provinciale del PD a Siena: il sindaco di Castiglione d’Orcia, chiede di superare la conta dei nomi, rilanciare i programmi e ricucire il rapporto con il capoluogo. Sul nazionale: «Primarie solo come extrema ratio, serve una sintesi larga nel centrosinistra».

Di Redazione | 21 Aprile 2026 alle 12:00

Luca Rossi, sindaco di Castiglione d’Orcia, interviene nel dibattito che accompagna il congresso provinciale del Partito Democratico a Siena, dove la sfida più concreta appare quella tra Nico Bartalini e Giacomo Bassi. Ospite stamani in diretta a “Buongiorno Siena“, il primo cittadino invita a spostare il baricentro dalla corsa dei nomi a una piattaforma programmatica e a un rinnovato metodo di confronto, dentro e fuori il partito.

Oltre la corsa dei nomi

«Quando sono cominciati a circolare i nomi mi sono sentito in dovere di lanciare un messaggio: serve una riflessione più complessiva su cosa il PD della provincia di Siena vuole mettere in campo nei prossimi anni».

Rossi ricorda frizioni irrisolte dopo le regionali e un “ridimensionamento” del peso senese in Regione rispetto alla scorsa legislatura: allora due consiglieri e un assessore alla Sanità, oggi una rappresentanza più contenuta, «nonostante il consigliere Bezzini ricopra un ruolo importante, quello di capogruppo».

Programmi prima delle etichette

«Se puntiamo solo sull’aspetto nominalista e non su una base programmatica concreta, depotenziamo la nostra proposta a livello regionale e non solo».

Il sindaco spiega di aver promosso, insieme a un gruppo che alle ultime assise nazionali sostenne Stefano Bonaccini, un documento di contenuti per riaprire la discussione: lavoro, economia, ambiente, politiche sociali come architravi dell’agenda. E indica il passo immediato: «Entro mercoledì si chiudono le candidature: spero che il ragionamento che abbiamo messo in campo diventi base di confronto con chi correrà».

Siena città e provincia: serve un patto

«La forza della provincia esiste se c’è un dialogo importante con il capoluogo».

Pur salutando positivamente la presenza di candidati espressione dei territori, per Rossi il punto è più ampio: rinsaldare un rapporto istituzionale forte con Siena e cucire una regia condivisa tra città e comuni dell’area vasta, «dalla Val d’Elsa fino al sud della provincia». Obiettivo politico dichiarato: «Far sì che il centrosinistra torni forza di maggioranza anche nella città alla prossima sfida amministrativa».

Il nodo nazionale: sintesi di coalizione, non solo primarie

«Il PD, che oggi è la forza più strutturata del centrosinistra, deve impegnarsi per costruire una grande coalizione. Il primo nome è quello del segretario nazionale: se non si trova una sintesi, si proponga una figura capace di unire tutto il centrosinistra».

Sul dibattito tra primarie e accordi politici, Rossi invita a evitare competizioni che lasciano strappi: «Le primarie possono essere utili, ma restano uno strumento residuale. Meglio individuare una candidatura condivisa, in grado di raccogliere il consenso più ampio possibile nel perimetro progressista».

L’appello finale è alla responsabilità e al metodo: ricucire i rapporti, rimettere al centro i contenuti e tenere insieme città e provincia. Perché, conclude Rossi, «senza una sintesi forte e un programma chiaro, il centrosinistra non vince: né a Siena, né nel Paese».



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