Parlamentari senesi alla prova dei numeri: presenze, produttività e "voti ribelli" di Michelotti e Franceschelli

Presenze record, voti ribelli e iniziativa legislativa

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È quasi tempo di vacanze per i parlamentari senesi. Con la chiusura estiva delle Camere, Francesco Michelotti (FdI) e Silvio Franceschelli (PD) si preparano a un agosto senza particolari appuntamenti elettorali all’orizzonte, a differenza dello scorso anno con l’appuntamento delle Regionali di ottobre 2025. Ma mentre Roma rallenta, è il momento di guardare indietro e tirare le somme di quasi quattro anni trascorsi in Parlamento.
I numeri, come sempre, raccontano una parte della storia e quelli elaborati da OpenParlamento di Fondazione Openpolis restituiscono l’immagine di due parlamentari molto presenti nelle aule di Camera e Senato, con approcci opposti (ma anche simili) sul piano politico e legislativo.

Michelotti, il fedelissimo che non manca quasi mai

Tra i banchi della Camera, il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti può vantare numeri che pochi colleghi raggiungono. Nelle votazioni elettroniche ha partecipato all’84% delle chiamate in Aula, pari a 15.336 votazioni. Le assenze si fermano al 4%, mentre il 12% delle votazioni è stato coperto da missioni istituzionali.
Tradotto: Michelotti c’è quasi sempre.
Anche sul fronte della disciplina di partito il deputato senese si conferma uno degli uomini più affidabili della maggioranza. I “voti ribelli” registrati (quando il parlamentare che vota diversamente dalla posizione ufficiale del gruppo di appartenenza) sono appena 18, un numero contenuto se rapportato all’enorme mole di votazioni affrontate in questa legislatura.
Non sono però mancati momenti di indipendenza: in tre occasioni Michelotti è stato addirittura l’unico parlamentare della maggioranza a votare insieme alle opposizioni. Episodi isolati, ma sufficienti a dimostrare che qualche distinguo, quando ritenuto opportuno, il deputato senese lo ha comunque espresso.
Sul piano dell’attività legislativa personale il bilancio è più sfumato. Michelotti è primo firmatario di sei disegni di legge, ma nessuno di questi ha ancora completato il proprio iter parlamentare. Un dato che fotografa una realtà comune a molti parlamentari della legislatura, dove gran parte della produzione normativa continua a passare dall’iniziativa del Governo.

Franceschelli, più presente di tutti ma anche più “ribelle”

Se Michelotti può vantare una presenza elevata, Silvio Franceschelli fa addirittura meglio. Il senatore del Partito Democratico registra una partecipazione alle votazioni dell’88,6%, con appena il 2,6% di assenze e l’8,8% di missioni.
Numeri che lo collocano tra i parlamentari più assidui dell’Aula di Palazzo Madama.
Ma è un altro dato a catturare l’attenzione: i “voti ribelli”.
Franceschelli ne ha collezionati ben 54, tre volte quelli del collega senese alla Camera. Un numero che racconta una certa autonomia rispetto alle indicazioni del gruppo parlamentare e una disponibilità a seguire convinzioni personali anche quando divergono dalla linea ufficiale del partito. Non a caso, anche il senatore e sindaco di Montalcino, in tre occasioni è risultato l’unico esponente dell’opposizione a votare insieme alla maggioranza.
L’episodio che più di tutti ha fatto discutere resta però quello dell’aprile scorso: quando la Commissione Affari Esteri e Difesa è stata chiamata ad eleggere il proprio presidente, il Partito Democratico aveva scelto la strada dell’astensione. Franceschelli, invece, ha deciso di votare per Maurizio Gasparri di Forza Italia. Una scelta condivisa da pochi altri senatori, tra cui Pier Ferdinando Casini, ma sufficiente a garantire l’elezione dell’esponente azzurro.
Se però si guarda all’iniziativa legislativa, il dato sorprende in senso opposto: Franceschelli non risulta infatti primo firmatario di alcun disegno di legge.

Due parlamentari, due stili

I numeri raccontano quindi due profili molto diversi nella linea politica, ma simili nella responsabilità istituzionale.
Michelotti appare come un parlamentare di maggioranza solido, presente e disciplinato, con pochi scostamenti dalla linea del partito, Franceschelli si distingue invece per una presenza ancora più assidua e per una maggiore autonomia politica.
A quasi quattro anni dall’elezione, entrambi possono rivendicare una partecipazione costante ai lavori parlamentari. La differenza sta soprattutto nel modo in cui hanno interpretato il proprio ruolo: più organico alla linea del partito Michelotti, più incline a percorrere strade autonome Franceschelli.
E mentre Roma si prepara alla pausa estiva, la vera domanda resta la stessa: questi numeri saranno sufficienti a convincere gli elettori (e i partiti) quando arriverà il momento di tornare alle urne?

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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