Manovra 2027, tagli alla scuola. Magini (Flc Cgil Siena): "La precarietà è diventata strutturale, la scuola pubblica continua a essere attaccata"

Preoccupazione anche per gli istituti della provincia di Siena, già alle prese con carenze di personale amministrativo. Il sindacato annuncia la mobilitazione del 20 novembre: "Spero che anche le famiglie si rendano conto di quanto sta accadendo"

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Quasi 7mila posti in meno nella scuola pubblica italiana. È uno dei punti più contestati della manovra di bilancio 2027, che prevede una riduzione degli organici di 4.925 docenti e 2.049 lavoratori ATA a partire dal prossimo anno scolastico. Una scelta che ha provocato la dura reazione delle organizzazioni sindacali e che rischia di avere ripercussioni anche sugli istituti della provincia di Siena.

A esprimere forte preoccupazione è Chiara Magini, segretaria generale della FLC CGIL Siena, che ai microfoni di Siena TV denuncia una politica di riduzione del personale in un sistema scolastico già segnato dal precariato e dalle difficoltà organizzative. “Sinceramente sono rimasta estremamente sbalordita da questi numeri che sono emersi dalla manovra di bilancio – afferma Magini -. Con tutta la mobilitazione che c’è stata anche da parte degli studenti, sembra che invece le problematiche portate siano state assolutamente disattese nella maniera più completa”.

Per la sindacalista, il provvedimento rappresenta un ulteriore indebolimento dell’istruzione statale. “Purtroppo siamo di nuovo ad analizzare dei dati che fanno male alla scuola, che fanno male alla scuola pubblica. Voglio precisarlo, perché purtroppo la qualità che si perde è proprio nella scuola pubblica”.

Tagli agli organici e fondi alle paritarie: la critica al Governo

A rendere ancora più netto il giudizio della FLC CGIL è la scelta di confermare i finanziamenti alle scuole paritarie mentre si riduce il personale degli istituti statali. “È previsto che vengano finanziate le scuole paritarie nella nuova legge di bilancio e pertanto questa è una critica netta e assoluta nei confronti del Governo e delle scelte che sono state fatte”, sottolinea Magini.

Il tema centrale resta quello della precarietà. Secondo i dati richiamati dalla segretaria, il sistema scolastico italiano conta già circa 240mila docenti precari, una condizione che la manovra rischia di consolidare anziché contrastare. “Noi già partivamo quest’anno con 240mila precari circa come docenti. Ci rendiamo conto che sostanzialmente non verrà potenziato l’organico, che erano le nostre richieste, continuano a essere le nostre rivendicazioni”.

Il sindacato chiedeva un percorso opposto: più stabilizzazioni, organici rafforzati e classi meno numerose, anche per migliorare la qualità della didattica e l’attenzione agli studenti. “Avevamo chiesto di ridurre il numero degli alunni per classe e invece questa è la strategia che è stata trovata: fare ulteriori tagli”, osserva Magini, secondo la quale la riduzione dei posti potrebbe incidere anche sulle future immissioni in ruolo. “La precarietà continuerà a essere, così come è diventata, strutturale nella scuola. Non c’è niente di straordinario. Oramai la precarietà è diventata l’argomento proprio ordinario all’interno dell’istituzione scolastica pubblica”.

Siena, preoccupazione per gli organici: “Soprattutto gli ATA sono già in sofferenza”

La questione assume una dimensione concreta anche nel territorio senese. Sebbene non siano ancora disponibili dati sulla distribuzione provinciale dei tagli, la FLC CGIL teme un aggravamento delle difficoltà che già interessano numerosi istituti, soprattutto sul fronte del personale amministrativo. “Sicuramente questo sarà un problema che riguarderà anche la nostra provincia, perché sarà a tappeto su tutto il territorio nazionale –  spiega Magini -. Già siamo in sofferenza con gli organici, sia dei docenti, ma soprattutto degli ATA, soprattutto degli assistenti amministrativi, dei DSGA, che nel nostro territorio è un problema veramente serio, e con questa manovra non possiamo credere che noi saremo esenti”.

La segretaria riconosce il lavoro svolto nell’ultimo anno dall’Ufficio scolastico provinciale per cercare di preservare gli organici, ma teme che le nuove disposizioni possano rendere più difficile mantenere gli stessi livelli di personale. “Non possiamo ancora parlare di numeri, perché devo dire che quest’anno da parte dell’Ufficio scolastico provinciale c’è stato un impegno a cercare di mantenere inalterato l’organico, soprattutto degli ATA. Però purtroppo non credo che lo potranno garantire anche per l’anno prossimo, viste le notizie che sono uscite”.

Il rischio, secondo il sindacato, è quello di aumentare il carico di lavoro su personale già insufficiente, con possibili ripercussioni sull’organizzazione e sul funzionamento quotidiano delle scuole.

Sciopero del 20 novembre, la FLC CGIL Siena si mobilita

La risposta della FLC CGIL sarà la mobilitazione. Il sindacato conferma la partecipazione allo sciopero generale del 20 novembre, una giornata nella quale, secondo quanto riferito da Magini, è prevista anche una mobilitazione internazionale degli studenti. “Sicuramente noi parteciperemo allo sciopero, certamente è stato proprio indetto dalla CGIL, quindi anche a sostegno degli studenti”, annuncia la segretaria. Al centro della protesta non ci saranno soltanto i tagli agli organici, ma anche la richiesta di contrastare il precariato e recuperare il potere d’acquisto degli stipendi del personale scolastico. “Andremo in piazza per le rivendicazioni che riguardano l’intero settore lavorativo, l’intera società civile, ma per quanto riguarda la scuola andremo con le nostre motivazioni. Quelle che abbiamo già portato in campo più volte, quindi la precarietà, il riallineamento degli stipendi, la possibilità di ridurre il gap che c’è tra l’inflazione e gli aumenti che sono stati irrisori”.

L’appello finale della segretaria è rivolto anche alle famiglie, affinché la questione della scuola pubblica non rimanga confinata al confronto tra Governo e organizzazioni sindacali. “Siamo in apprensione e speriamo che ci sia una grande partecipazione alla nostra mobilitazione, proprio per mostrare non solo il disappunto, ma quanto il disagio dei lavoratori e delle lavoratrici del mondo della conoscenza sia forte, perché questo è veramente importante. Spero che anche le famiglie si rendano conto di quanto la scuola pubblica venga continuamente attaccata”.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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